Vaccini, è di nuovo guerra  

Scritto da il 1 febbraio 2018

Vaccini, è di nuovo guerra

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 02/02/2018 15:25

Vaccini e obbligatorietà di nuovo nell’occhio del ciclone. A scatenare un nuovo terremoto è stata la sindaca di Roma, Virginia Raggi. E’ di ieri l’approvazione all’unanimità da parte dell’Assemblea Capitolina sulla necessità di rispettare la continuità didattica ed educativa per tutti gli alunni non ancora vaccinati. Manca infatti solo poco più di un mese al 10 marzo, termine ultimo per presentare tutta la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione dei minori qualora si fosse presentata in precedenza solo un’autocertificazione.

La prima cittadina capitolina se la prende con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e con i “ritardi nelle prenotazioni della Regione Lazio. “I genitori e i loro figli non possono pagare così duramente le lungaggini burocratiche di un decreto scritto male e le inesattezze di circolari confuse – scrive su Facebook – Mi riferisco alle lunghissime attese, alle liste interminabili alle Asl e negli ospedali che tutti conosciamo ad eccezione – a quanto pare – del ministro alla Salute”. La Raggi parla di un decreto “talmente pasticciato che discrimina i bambini in base alla scuola alla quale sono iscritti”.

Non si sono fatte attendere le repliche dei diretti interessati. Il ministro Lorenzin invita la sindaca a non scherzare sulla pelle dei bambini, ricordandole come il decreto vaccini sia stato “studiato anche per tutelare quei bambini troppo piccoli per essere vaccinati e quelli affetti da malattie per le quali non possono accedere alle vaccinazioni”. L’invito a non fomentare polemiche che rischiano solo di disorientare arriva dalla Regione Lazio che, dati alla mano, in una nota comunica che “il tasso di copertura dei vaccini obbligatori nella città di Roma e nella regione Lazio per polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, haemophilus influenzale di tipo B (esavalente) ad oggi sfiora il 97% (notevolmente aumentato rispetto al passato). Considerevoli incrementi fino al 96% anche per morbillo, parotite, rosolia ed anche la varicella, la cui obbligatorietà parte dai nati 2017, è molto alta”. “Un risultato eccellente – si legge ancora – Riteniamo pertanto che la cittadinanza e le strutture sanitarie ed educative abbiano compreso appieno l’importanza e l’utilità della copertura vaccinale, superando la cosiddetta soglia che rende immune la popolazione, ed ogni polemica rischia ora di generare solo disorientamento. Tutte le strutture sanitarie assieme all’ufficio scolastico regionale stanno collaborando nel migliore dei modi affinché sia garantito il diritto alla salute e il diritto alla formazione educativa”.


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