“Una raffica di spari”, il racconto del vescovo  

Scritto da il 2 febbraio 2018

Una raffica di spari, il racconto del vescovo

(Fotogramma)

Pubblicato il: 03/02/2018 17:01

Dietro il raid xenofobo a Macerata “non c’è un solo colpevole, ci sono tante persone che hanno fatto meno il loro dovere”. Monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, invita alla responsabilità, sottolineando che gesti come la sparatoria avvenuta stamani nella sua città, sono il frutto dei “toni avvelenati” e di una società nella quale ci sono persone che hanno fatto “meno” il loro dovere. “Quando il livello tra culture viene esasperato – osserva all’Adnkronos mons. Marconi – succede che le persone che sono mentalmente meno attrezzate sono le prime a saltare”.

Il presule si trovava proprio in corso Cairoli, nel luogo dove Luca Traini ha ferito uno degli immigrati nel raid. “Stavo celebrando la messa con i consacrati della diocesi – racconta – e, parlando del terribile delitto di Pamela che la comunità ha cercato di aiutare ad uscire dalla droga, dicevo che è miope dire che il colpevole è uno e che basta mettere in galera. All’improvviso ho avvertito una raffica di spari“. Anche il vescovo ha rischiato di finire sotto i colpi di Luca Traini. “Un gruppo di suore – racconta ancora – è rimasto coinvolto nel tamponamento con un’auto che è stata sfiorata dalle pallottole“.

Il vescovo di Macerata racconta lo stato d’animo della sua città. “Macerata – dice – è spaventata perché continuava a pensarsi isola felice. La verità è che si deve smettere di puntare il dito contro qualcuno. Qui ognuno ha fatto meno il suo dovere e un insieme di pietruzze è diventata massa”.

Monsignor Marconi parla avendo alle spalle ventisei anni di vita in parrocchia: “Chi lavora nella realtà di oggi sa che non è facile. Bisogna rimboccarsi tutti quanti le maniche nella consapevolezza che c’è una speranza. Leggevo quello che Pamela, la ragazza uccisa a Macerata, aveva scritto su Facebook, che è un po’ il diario dei ragazzi di oggi, e diceva che tutti siamo dipendenti da “qualcosa” per dimenticare il dolore. La soluzione, questa ragazza, la cercava nelle cose e questa è una sconfitta per tutti”.


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