Anziani, Italia 15esima in Ue per servizi e tecnologie  

Scritto da il 4 febbraio 2018

Anziani, Italia quindicesima in Ue per servizi e tecnologie

Pubblicato il: 05/02/2018 15:48

Sempre più insicuri e fragili, in un contesto che non viene incontro ai loro bisogni: gli over 65 in Italia sono ormai oltre 13 milioni, ma non c’è ancora sufficiente attenzione alle loro necessità di sicurezza nella società, nell’ambiente, in casa e nella sanità. Lo sottolinea la Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), in occasione del convegno ‘Invecchiamento attivo e autodeterminazione per il fine vita: strategie di tutela dell’anziano’, all’interno del progetto Bollini RosaArgento dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), oggi a Roma.

Secondo i risultati di un’indagine che ha messo a confronto 28 Paesi europei dal 2008 al 2012, tenendo conto di fattori come le politiche per favorire l’invecchiamento attivo o il coinvolgimento sociale degli anziani, l’Italia è soltanto quindicesima per misure come l’accesso ai servizi o l’uso di tecnologie che aiutino nella quotidianità. E ben diciassettesima per livello di indipendenza degli ‘over 65’.

Serve perciò garantire un maggior accesso ai servizi sanitari dedicati – sottolineano i geriatri – e anche incentivare politiche di sostegno alla famiglia, visto che nei Paesi in cui questo accade, migliora anche la salute dei senior: quando i nonni si occupano della gestione dei nipoti si riduce del 40% la loro probabilità di andare incontro a depressione. “L’anziano, anche se non è malato seriamente, è un soggetto con minori abilità rispetto a un adulto, per cui è necessario che le istituzioni si facciano carico di misure per facilitargli la vita”, afferma Raffaele Antonelli Incalzi, presidente Sigg.

Non solo. In un Paese, come il nostro, che diventa sempre più vecchio è allarme carenza geriatri. Gli ‘over 65’ in Italia sono oltre 13 milioni, ma “la disponibilità di specialisti in geriatria è molto esigua in rapporto al fabbisogno né vi sono prospettive di miglioramento”, afferma Antonelli Incalzi. “Il numero di specializzandi in geriatria previsti nell’ultimo concorso nazionale – prosegue – era di appena 164 a fronte dei 396 specializzandi in pediatria, sebbene la società italiana sia già vecchia e lo divenga sempre di più. Addirittura la visita geriatrica non è inclusa tra i Livelli essenziali di assistenza, rientrando tra le prestazioni generiche: c’è insomma un’assoluta mancanza di attenzione e cultura, a fronte delle continue dichiarazioni a favore della popolazione geriatrica”,

​Oltre alla sicurezza sanitaria e sociale, serve migliorare anche quella ambientale e domestica, rilevano i geriatri evidenziando per esempio come gli anziani siano più sensibili all’inquinamento ambientale e più a rischio di conseguenze cardiovascolari e respiratorie.

“Limitare lo smog è quindi importante, così come facilitare gli spostamenti degli anziani – commenta Antinelli Incalzi – Anche una casa sicura e confortevole è un bisogno essenziale, ma inascoltato, come mostra la grande frequenza di incidenti domestici fra ‘over 65’. La tecnologia potrebbe aiutarci molto in tutti questi aspetti: da sensori di passaggio o di uso che monitorino l’attività fisica, il cui declino precede peggioramenti dello stato di salute, a sensori ambientali per garantire ottimale temperatura, umidità e luminosità; da sensori di freschezza degli alimenti a sistemi di allarme per cadute; da sistemi di localizzazione per anziani con problemi di orientamento spaziale a sociometri per misurare le interazioni sociali. La gamma di possibilità che la tecnologia offre sarebbe molto ampia, se vi fosse l’intenzione e la lungimiranza di utilizzarla a favore di una popolazione che oggi invecchia in sempre minor sicurezza”.


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