“Gaza sull’orlo del baratro”  

Scritto da il 5 febbraio 2018

Gaza sull'orlo del baratro

(Afp)

Pubblicato il: 06/02/2018 16:56

Il combustibile di emergenza disponibile per le strutture di Gaza si esaurirà nei prossimi 10 giorni. E’ quanto hanno avvertito le Nazioni Unite, sottolineato che vi è un’urgente necessità di sostegno da parte dei donatori per evitare una catastrofe umanitaria causata dalla crisi energetica. Sostenuta dai Paesi donatori, l’Onu gestisce la fornitura di carburante di emergenza per la gestione di generatori e di veicoli di soccorso che possono garantire a un livello minimo i servizi sanitari, idrici e igienico-sanitari nel mezzo della grave carenza di energia elettrica che affronta la Striscia di Gaza.

Al momento i quasi due milioni di palestinesi che vivono a Gaza, oltre la metà dei quali sono bambini, ricevono elettricità per non più di otto ore al giorno. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa.

Nel 2018 sono necessari 6,5 milioni di dollari per fornire 7,7 milioni di litri di carburante di emergenza, ha dichiarato l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha). Questo è il minimo indispensabile per evitare un crollo dei servizi. Per il pieno funzionamento di queste strutture c’è la necessità di 1,4 milioni di litri al mese per una spesa pari a circa 10 milioni di dollari l’anno.

Attualmente sono a rischio i servizi di emergenza e diagnostici, come la risonanza magnetica, la tomografia computerizzata e le radiografie, le unità di terapia intensiva e le sale operatorie in 13 ospedali pubblici, 48 impianti di dissalazione e la capacità di raccolta dei rifiuti solidi.

”Il sostegno immediato dei donatori è urgente per garantire che i palestinesi vulnerabili a Gaza possano accedere a servizi sanitari, idrici e igienico-sanitari salvavita”, ha affermato il coordinatore umanitario attivo per i territori palestinesi occupati, Roberto Valent.

Gli ospedali hanno già iniziato a chiudersi, senza finanziamenti, più fornitori di servizi saranno costretti a sospendere le operazioni nelle prossime settimane e la situazione si deteriorerà drammaticamente, con potenziali impatti sull’intera popolazione. Non possiamo permettere che ciò accada”, ha concluso Valent.


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