Cancro seno, 30% malate sviluppa metastasi  

Scritto da il 6 febbraio 2018

Cancro seno, 30% malate sviluppa metastasi

Pubblicato il: 07/02/2018 16:20

Il tumore al seno è la neoplasia più comune nelle donne con circa 1 milione 700 mila nuovi casi diagnosticati in tutto il mondo ogni anno. Nel 2015 sono stati stimati globalmente 560.000 decessi causati da tumore al seno, oltre il 90% dei quali è stato causato dalla diffusione della malattia alle altre parti del corpo. Fino al 30% delle donne con diagnosi iniziale di tumore al seno in stadio precoce potrà infatti sviluppare un tumore al seno metastatico. Mentre il 5-10% delle donne si presenta alla diagnosi iniziale con malattia primaria metastatica. Ma in Italia la sopravvivenza da carcinoma mammario avanzato o metastatico è molto aumentata, passando dai 15 mesi degli anni ’70, ai 58 mesi di inizio 2000 (fonte Aiom-Airtum).

Il carcinoma della mammella è dovuto alla moltiplicazione incontrollata di cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne. Può essere classificato in 4 categorie o stadi, dal punto di vista della sua evoluzione: stadio 1 o stadio iniziale, con un diametro inferiore ai 2 centimetri la cui estensione è limitata al seno e non c’è coinvolgimento dei linfonodi; stadio 2 o stadio iniziale, i tumori diffusi nelle immediate vicinanze del seno, ad esempio i linfonodi ascellari (stadio iniziale); stadio 3 o localmente avanzato, con dimensioni variabili che hanno raggiunto i tessuti sottostanti del torace o i linfonodi sotto la clavicola, accanto al collo o sotto il braccio (localmente avanzato); infine, stadio 4 o stadio avanzato o metastatico, che dalla sede primaria, il seno, si è diffuso in altre parti del corpo attraverso le vie linfatiche e i vasi sanguigni. Gli organi più colpiti sono le ossa, i polmoni, il fegato e il cervello.

I tumori del seno possono essere classificati in base alla presenza o assenza di determinati recettori espressi dalle cellule tumorali come segue: Hr positivi (hormone receptors) se possiedono recettori per gli ormoni femminili e possono essere estrogeno-positivi (Er+) e progesterone-positivi (PgR); Her2 positivi (da human epidermal growth factor receptor 2) se esprimono recettori di tipo 2 del fattore di crescita epidermico umano; triplo negativi nel caso in cui non presentino nessuno dei tre recettori.

La presenza o l’assenza di determinati recettori espressi dalle cellule tumorali, come estrogeni, progesterone e Her2, è importante per determinare se il tumore risponderà a un particolare trattamento come la terapia ormonale o la terapia target. Attualmente non ci sono cure per il tumore al seno metastatico e l’obiettivo del trattamento è di prolungare la sopravvivenza mantenendo una buona qualità di vita. Le opzioni di trattamento sistemico per il tumore al seno metastatico includono la chemioterapia, la terapia ormonale e le terapie target.

Palbociclib, presentato oggi da Pfizer in una conferenza stampa a Roma, è il primo farmaco altamente innovativo ed efficace approvato negli ultimi 10 anni per il trattamento del tumore al seno metastatico o localmente avanzato Hr+/Her2- (positivo al recettore ormonale e negativo al recettore di tipo 2 del fattore di crescita epidermico umano). Il medicinale sia in prima linea sia nelle linee successive di trattamento permette di rallentare la progressione del carcinoma mammario avanzato sensibile agli ormoni femminili, con una significativa riduzione del rischio di ripresa di malattia garantendo il mantenimento o un miglioramento della qualità della vita.


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