Ciampi: “Bel salto artistico a Sanremo ma serve giuria tecnica”  

Scritto da il 6 febbraio 2018

Ciampi: Bel salto artistico a Sanremo ma serve giuria tecnica

Pubblicato il: 07/02/2018 14:37

Quest’anno la qualità generale del Festival di Sanremo è “artisticamente superiore”, ma resto convinto che “sia necessaria, come accade per i Grammi Awards, una giuria tecnica fatta di musicisti competenti nei diversi ambiti che selezioni a monte, insieme al direttore artistico, i brani in gara. Stavolta ho sentito comunque buone idee sia dal punto di vista della costruzione dei brani, meno scontata, sia da un punto di vista armonico per alcune orchestrazioni che mi hanno colpito”. Il giovane compositore e direttore d’orchestra Gabriele Ciampi, si sofferma con l’Adnkronos sulla prima serata della kermesse canora, precisando che la sua valutazione è “esclusivamente tecnica”.

“Mi è piaciuto rivedere finalmente il pianoforte come strumento protagonista – sottolinea Ciampi, selezionato dalla Recording Academy per rappresentare l’Italia ai Grammi Awards 2018 – perché i brani di fatto nascono dal pianoforte e poi vengono orchestrati. Insomma – spiega – è un ritorno al passato che mi fa piacere e rappresenta una grande novità di quest’anno”.

Con importanti premi e riconoscimenti alle spalle, un incredibile numero di concerti messi a segno in questi anni in ambito internazionale e la soddisfazione di comporre per Michelle Obama e dirigere la propria musica alla Casa Bianca, Ciampi, che ora vive a Los Angeles, è un attento osservatore della sua Italia e non gli è sfuggito un piccolo importante dettaglio della edizione targata Baglioni: “I brani durano in media 30-40 secondi in più. Anche questo è un fatto positivo perché permette comunque passaggi armonici più interessanti e offre più spazio alla creatività”.

Quanto ai testi, si limita ad osservare, “a volte magari sono troppo impegnati e rischiano di non legarsi bene con l’armonia e con la melodia. I testi dell’Opera, anche nella scelta delle sillabe, hanno una metrica particolare e quindi sono già testi musicali alla base. Si parte da un libretto e poi il compositore ricava una linea melodica e quindi anche nella scelta delle parole e del fraseggio i testi si prestano all’orchestrazione. Nel caso di ieri, invece, ho notato una certa ricerca verso un testo impegnativo da un punto di vista anche sillabico che non facilita, però, lo sviluppo armonico”.

Più in dettaglio, “mi ha particolarmente colpito il brano orchestrato per Max Gazzè. Chi lo ha fatto ha delle evidenti conoscenze di composizione, alla base insomma c’è un team competente e si vede! Nell’orchestra di Sanremo (un mix tra un’orchestra da camera e un’orchestra sinfonica più piccola) ci sono validi professori d’orchestra che purtroppo suonano raramente, mentre nel brano cantato da Gazzè vengono utilizzati due corni, le trombe e i fiati in generale in un dialogo costante con le altre sezioni dell’orchestra. Alcuni passaggi ricordano le orchestrazioni tipiche di Nino Rota”.

“Un modo di orchestrare tipicamente italiano: se per assurdo ne ‘La Leggenda di Cristalda e Pizzomunno’ togliessimo la voce e mettessimo un clarinetto o un oboe a dialogare con l’orchestra, potremmo avere un esempio di orchestrazione per il cinema o, in ogni caso, un brano che può esportare la cultura musicale italiana all’estero. Mi ha colpito anche il movimento orchestrale, il bel dialogo tra strumenti in un momento in cui nel pop italiano oramai c’è poco movimento fra le parti. Anche questo evidenzia la competenza tecnica di chi ha orchestrato il brano, così come l’utilizzo dell’arpa nel suo registro medio, con pochi interventi ma molto mirati. Anche questa una rarità che ho apprezzato”.

Sempre da un punto di vista tecnico, mi ha colpito favorevolmente il brano interpretato dalla Vanoni – argomenta Ciampi – per l’utilizzo degli archi, diverso dal solito. Un tipo di scrittura che rimanda alla tipica scuola di composizione italiana con dei movimenti ben precisi che sottolineano l’aspetto armonico del brano. Anche qui ho riscontrato un’attenzione particolare all’orchestrazione”.

Infine la giuria: “Il fatto che ci siano due musicisti (Giovanni Allevi e Mirca Rosciani, ndr) è un primo segnale positivo, ma in futuro è auspicabile affiancare alla giuria popolare una giuria tecnica fatta di musicisti che lavorano nei diversi settori. Ritengo necessario, in particolare, passare da una giuria di qualità a una giuria tecnica, sempre mantenendo la giuria popolare”.

“Questo garantirebbe a monte una qualità più forte. Il direttore artistico – spiega Gabriele Ciampi a titolo esemplificativo – confrontandosi con la giuria tecnica e il presidente (a sua volta un tecnico) potrebbe selezionare i brani in gara mediante un’analisi della partitura, come avviene nei Grammy Awards e come ho fatto di recente nel caso di ’24K Magic’ di Bruno Mars. Poi dovrebbe intervenire la giuria popolare di serata in serata e infine, nell’ultima, le due giurie di nuovo insieme per decretare i vincitori”.


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