Imprese: Diversity, l’inclusione genera un +16,7% nei ricavi  

Scritto da il 7 febbraio 2018

Imprese: Diversity, l'inclusione genera un +16,7% nei ricavi

Pubblicato il: 08/02/2018 17:07

Essere percepiti come inclusivi e non discriminatori conviene. I marchi che tutelano la diversità sono decisamente più apprezzati da consumatrici e consumatori, attirano più talenti e registrano migliori performance economiche con un aumento dei ricavi fino al 16,7%. Il dato è stato comunicato durante il Diversity Brand Summit, primo evento europeo che mette in relazione diversità e business, ideato da Diversity, associazione no profit impegnata nella promozione di politiche di diversity e Focus Management, società di consulenza strategica esperta sui temi del trust e del brand.

L’inclusione è un percorso culturale: le aziende hanno una responsabilità sociale in questo ambito. La D&I è capace di far convivere etica e business in maniera armonica, abbattendo discriminazione e generando valore per le aziende” spiega Francesca Vecchioni, presidente di Diversity.

Durante il summit è stato consegnato anche il Diversity brand award 2018 che è stato vinto da Coca Cola. Il premio è stato assegnato durante il Diversity brand summit per “l’impegno costante nell’attuazione di politiche di diversità&inclusione e allo stesso tempo, alla capacità dell’azienda di comunicarle al mercato finale”.

Secondo la ricerca Diversity Brand Index, presentata durante il summit, tra i 45 brand percepiti come più inclusivi dal mercato finale, il 24% di essi fa parte del settore del largo consumo (Akuel, Barilla, Coca-Cola, Dash, Dove, Durex, Herbalife, Lierac, Nutella, P&G, Ringo Pavesi) mentre il 20% opera invece nel settore retail dove compaiono Amazon, Coop, Ebay, H&M, Ikea, Lidl, Piazza Italia, Oviesse, United Colors of Benetton e un altro 20% brand nel comparto apparel&luxury good (Adidas, Calvin Klein, Desigual, Diesel, Dolce&Gabbana, Liu Jo, Nike, Tod’s, Versace). A seguire, poi, il 7% è costituito da aziende consumer service come Airbnb, American Express e Poste Italiane e di information technology come Facebook, Google, Microsoft; il 5% è rappresentato da aziende come Apple e Samsung e Media Rai e Sky. Infine, il 4% ritiene inclusive aziende del settore Telco (Vodafone e TIM) e utilities (Eni, Enel).


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