Mary Quant colpevole o innocente? A teatro il ‘processo’  

Scritto da il 7 febbraio 2018

Mary Quant colpevole o innocente? A teatro il 'processo'

(Afp)

Pubblicato il: 08/02/2018 13:57

All’inizio, nessuno avrebbe mai scommesso che quei pochi centimetri sopra il ginocchio avrebbero rivoluzionato per sempre il mondo della moda. Oscena, scandalosa, immorale, la minigonna inventata da Mary Quant negli anni ’60 fece scorrere fiumi d’inchiostro sui giornali dell’epoca e storcere il naso ai conservatori più intransigenti, che in quello scampolo di tessuto vedevano il simbolo della perversione. Amata e odiata, persino ‘censurata’, a oltre 50 anni dalla sua rivoluzione Mary Quant è tornata a processo al Teatro Parioli di Roma per ‘Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia. Colpevoli o Innocenti’, una rassegna curata da Elisa Greco che mette in scena i processi ad alcuni personaggi del passato.

Nel cast, professionisti del diritto di fama riconosciuta, come il professor Antonio Catricalà, che per una sera ha indossato la toga dell’avvocato difensore della stilista londinese, interpretata da Simonetta Giordani. Altri, invece, come l’hairstylist delle dive Roberto D’Antonio e lo stilista di Gattinoni Guillermo Mariotto hanno ricoperto il ruolo di testimoni della difesa. E poi ancora, Augusta Iannini ha vestito i panni del presidente della Corte, Fabrizio Gandini quello del Pubblico Ministero, ed Elisa Anzaldo della testimone di accusa.

Mary Quant, insomma, è colpevole o innocente? “Beh, ho vinto il processo con 345 voti a favore contro 55 contrari, quindi direi che è stata una grande vittoria. E’ stata assolta”, scherza al telefono con l’AdnKronos Antonio Catricalà, che negli anni scorsi ha già calcato il palcoscenico del Parioli per la stessa rassegna. “E’ stata un’esperienza divertente, come al solito – ammette -. Sempre sul palco dei Parioli ho difeso Fidel Castro, che però è stato condannato e Mao Tze Tung, che hanno assolto. Mi piace andare a teatro e adesso che ho iniziato a fare il teatrante, non sono per niente deluso”.

Anche l’hairstylist Roberto D’Antonio è entusiasta dell’esperienza. “E’ stata bella, divertente – afferma -abbiamo recitato a braccio e mi sono divertito molto. Io interpretavo il testimone della difesa, un parrucchiere italo-inglese ispirato a Vidal Sassoon, che nella Swinging London cambiò le sorti di Mary Quant. In quegli anni Sassoon reinventò le teste delle donne, che erano gonfie, cotonate e pesanti. Fece qualcosa di leggero per dare un senso di liberà anche più giovani, celebrando i bob con la frangetta”.

Punto di riferimento nella coiffure per dive e donne delle politica, quella di D’Antonio per il teatro è una passione di vecchia data. “Da anni seguo tanto gente di cinema e teatro – spiega – i miei idoli sono Anna Bonaiuto, Iaia Forte e Carlo Cecchi. Con Anna Bonaiuto sarebbe un sogno recitare, è una persona che stimo tantissimo”. Abbandonate per una sera le forbici in camerino, D’Antonio ammette che sarebbe pronto a replicare l’esperienza teatrale.

“Mi piacerebbe tanto – afferma – non sono un timido, però per il teatro ci vuole tanto impegno e lavoro. Mi piacerebbe fare ancora teatro e farlo come faccio il mio mestiere, con tanta umiltà, semplicità e voglia. Magari, chissà, con dei bravi maestri potrei anche imparare a recitare”.


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