Plagio o no? I casi più clamorosi  

Scritto da il 7 febbraio 2018

Plagio o no? I casi più clamorosi

(FOTOGRAMMA)

Pubblicato il: 08/02/2018 12:01

Plagiare, “usurpare la paternità di un’opera letteraria o scientifica o artistica” (Treccani). Il Festival di Sanremo ha riacceso il dibattito in rete – e non solo – su cosa sia plagio e cosa no. Dopo le insinuazioni e le polemiche nei confronti di Ermal Meta e Fabrizio Moro, i due cantanti sono stati sospesi per permettere approfondimenti sulla presunta violazione del regolamento per quanto riguarda la loro canzone.

Vicenda sulla quale è proprio uno dei protagonisti a precisare attraverso Facebook che “il pomo della discordia è una canzone scritta da Andrea Febo (collaboratore storico di Fabrizio) che venne presentata nelle selezioni di Sanremo giovani di 3 anni fa”, poi scartata e, sottolinea il cantante, “MAI commercializzata”.

“Per non sacrificare qualcosa di bello (cosa che abbiamo raccontato in più interviste) – ha ricordato Meta – tutti e tre insieme abbiamo scritto una NUOVA canzone con un significato completamente diverso. Plagiare significa copiare, ma è ASSURDAMENTE RIDICOLO considerando che Andrea Febo ha scritto con me e Fabrizio ‘Non mi avete fatto niente'”.

ANNI ’90 – Nella storia delle sette note, tra accuse e aule di tribunali, sono diversi i casi finiti sotto la luce dei riflettori. Tra questi, a inizio anni ’90, l’episodio che coinvolge Al Bano e Michael Jackson, accusato di aver plagiato un brano del cantante pugliese, ‘I cigni di Balaka’.

Il brano di ‘Jacko’ sotto accusa è ‘Will you be there’, inserito nel 1990 nell’album ‘Dangerous’. Un tribunale dà ragione a Carrisi, condannando Jackson ad una multa – più spese processuali – perché ritenuto colpevole di aver copiato.

1939 – “Una sentenza successiva della Corte di appello civile di Milano – si legge su Wikipedia – stabilì infine che entrambi i cantanti si erano ispirati alla canzone del 1939, sprovvista di copyright, ‘Bless You For Being An Angel’ degli Ink Spots”.

Nel 2007, altro caso con protagonista la popstar americana. Il brano ‘You are not alone’ (1995) viene considerato plagio di una canzone belga, secondo quanto stabilito da un tribunale di Bruxelles, accogliendo la citazione in giudizio presentata dai fratelli Danny e Eddy Van Passel.

2007 – Le note, secondo quanto appurato dal giudice in seguito ad una perizia musicale, sarebbero state copiate da ‘If we can start all over’, pezzo composto dai due cantautori nel 1993, due anni prima dell’uscita del singolo della popstar americana.

Dopo circa 10 anni di querelle legale tra i fratelli Van Passel e Jackson, il giudice decide che i proventi di ‘You are not alone’ devono essere versati ai suoi compositori di Aarschot. La sentenza di Bruxelles, ad ogni modo, non avrebbe avuto effetti all’estero, secondo quanto precisato dall’organizzazione belga per la tutela del diritto d’autore.

2000 – A inizio millennio anche i Rolling Stones finiscono sotto i riflettori. La band di Mick Jagger viene denunciata da due autori di canzoni, Mark Gaillard e Mary Anderson, secondo i quali la band britannica avrebbe copiato la canzone ‘Saint of me’ (contenuta nel disco ‘Bridges To Babylon’, 1997).

Tornando ai brani italiani, c’è chi ha fatto notare come la canzone di Zucchero ‘Il mare impetuoso al tramonto…’ abbia versi molto simili ad un brano del cantautore e poeta Piero Ciampi. Oppure, dopo la vittoria a Sanremo nel 1996, viene fatto notare come la canzone ‘Vorrei incontrarti tra cent’anni’, cantata da Ron e Tosca, avesse un testo molto simile ai versi di un sonetto di William Shakespeare.

2016 – Tra somiglianze e ispirazioni, più recentemente – durante il secondo Sanremo di Carlo Conti – altra querelle è stata quella che ha colpito il brano di Alessio Bernabei (‘Noi siamo infinito’), ritenuto molto simile a ‘One last time’ di Ariana Grande.

Sempre nel 2016, infine, un giudice di Los Angeles decide che ci sono sufficienti similitudini tra ‘Stairway to Heaven’ dei Led Zeppelin e un brano strumentale della band Spirit (intitolato ‘Taurus’) chiedendo che sia una giuria a decidere sulla vicenda. E i giurati decidono che la band americana non ha copiato le note – che, si sa, quelle sono… sette – di una delle canzoni più famose della storia del rock.


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