“Mi sono svegliata sotto i ferri, vi racconto l’incubo”  

Scritto da il 8 febbraio 2018

Mi sono svegliata sotto i ferri, vi racconto l'incubo

(Fotogramma)

Pubblicato il: 09/02/2018 16:10

“Potevo sentire ogni cosa, compreso un dolore terribile”. Inizia così il racconto di Rachel, improvvisamente sveglia e vigile quand’era ancora sotto i ferri. Un’eventualità molto rara ma che, in determinate condizioni, può verificarsi portando con sé conseguenze drammatiche per i pazienti. Era il 1990 quando Rachel Benmayor venne ricoverata in ospedale per sottoporsi ad un intervento cesareo in anestesia generale. “Ricordo di essermi sdraiata sul tavolo – racconta la donna al ‘Guardian’ – Ricordo l’iniezione e la mascherina col gas. Glenn, il mio compagno, e Sue, la mia ostetrica, stavano accanto a me. Poi il buio, ma all’improvviso mi sono risvegliata sentendo il dolore“. “Sentivo un rumore forte, come un ticchettio – prosegue la donna – E ricordo di aver sentito una pressione incredibile sulla mia pancia, come se un camion andasse avanti e indietro”.

Sdraiata in chirurgia, Rachel non aveva ancora idea di cosa stesse succedendo. Pensava di essere stata coinvolta in un incidente d’auto. “Tutto quello che sapevo era che potevo sentire le cose – racconta – e che potevo sentire il dolore più terribile. Non sapevo dove fossi. Non sapevo che stessi facendo un’operazione. Ero solo consapevole del dolore“. Per Rachel, come in tanti altri casi, è stato solo l’inizio di anni di incubi, attacchi di panico e terapie psichiatriche.

Ma perché l’anestesia fallisce? Da cosa può dipendere? In alcuni casi – spiega il Guardian – l’attrezzatura può risultare difettosa oppure può verificarsi un errore umano. Inoltre, le operazioni che richiedono anestetici leggeri risultano dieci volte più a rischio ed alcuni tipi di persone, come donne, obesi e tossicodipendenti, hanno maggiori probabilità di svegliarsi durante l’intervento. Addirittura, alcuni pazienti “possono semplicemente avere una predisposizione genetica alla consapevolezza”.

Ma la verità è che l’anestesia rimane una scienza inesatta: solo perché una persona sembra essere inconscia, non significa che lo sia davvero. I ricercatori – spiega il sito britannico – sanno che un anestetico agisce sul sistema nervoso centrale ma ancora non sanno esattamente cosa accada in quelle aree del cervello – quando vista, tatto e consapevolezza vengono ‘sospese’ – o perché a volte reagiscono in modo diverso a seconda degli anestetici.

“Ovviamente diamo anestetici e abbiamo un ottimo controllo su di essi”, spiega un anestesista, “ma in termini filosofici e fisiologici reali, non sappiamo come funzioni l’anestesia”. Eppure, il tasso di mortalità per anestesia generale è diminuito negli ultimi 30 anni, da circa uno su 20mila a 1-2 su 200mila e l’incidenza di risveglio da 1-2 casi per 100 a 1-2 per mille.


Radio Veronica Classic

Current track
TITLE
ARTIST

Background