Ema, Renzi: “Spero che giudice olandese sia fake news”  

Scritto da il 9 febbraio 2018

No Ema ad Amsterdam, appello a Gentiloni

La sede temporanea dell’Ema ad Amsterdam (Afp)

Pubblicato il: 10/02/2018 12:59

“Riteniamo essenziale che il Governo italiano si attivi per creare il consenso necessario a rivedere la decisione dell’assegnazione di Ema, nell’interesse europeo di tutti gli Stati membri e dei cittadini europei, nonché per garantire la piena operatività dell’Agenzia nei tempi previsti”. Questa la richiesta rivolta al premier Paolo Gentiloni nella lettera in possesso dell’Adnkronos, firmata dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, da Diana Bracco, in rappresentanza delle imprese, e da Gianluca Vago, in rappresentanza del sistema accademico lombardo.

Ringraziando il premier e il Governo per il ricorso presentato contro l’assegnazione della nuova sede Ema ad Amsterdam, Sala, Maroni, Bracco e Vago sottolineano nella lettera che “la situazione che di fatto si è venuta a creare sta mettendo in grande difficoltà il processo di trasferimento della sede di Ema, come testimoniato dalla presa di posizione del suo direttore esecutivo nei giorni scorsi”.

Comune, Regione, aziende e mondo accademico fanno fronte comune e chiedono al Governo italiano di attivarsi. “Sarà importante che il dibattito acquisisca rilevanza nel Parlamento europeo in quanto solo da un confronto tra Parlamento, Consiglio e Commissione potrà emergere la necessità di rivedere la decisione assunta in sede di Consiglio secondo la procedura di assegnazione”, affermano.

In gioco non c’è solo la candidatura di Milano, ma la stessa operatività dell’Agenzia europea del farmaco, che potrebbe essere messa a rischio dai ritardi olandesi nel predisporre la nuova sede, con inevitabili conseguenze per il ruolo svolto da Ema.

“La farmacovigilanza è un’attività che contribuisce alla tutela della salute pubblica, sia con la valutazione dei nuovi farmaci, sia attraverso l’identificazione, la valutazione, la comprensione e la prevenzione degli effetti avversi o di qualsiasi altro problema correlato all’uso dei medicinali”, rilevano Sala, Maroni, Bracco e Vago nella lettera al premier Gentiloni.

“La business cotinuity è dunque un fattore essenziale, come affermavano gli stessi parametri stabiliti dalla Commissione. Chi assicura, ad esempio, che alla data finale la sede di Amsterdam sia pronta? Cosa accadrà se la continuità operativa non sarà garantita e le attività dell’Ema verranno danneggiate? Chi ha la responsabilità di questa tempistica? A fronte di tanta incertezza, la candidatura di Milano con le sue garanzie appare ancora più solida e inattaccabile”, concludono.


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