Le majorette rubano la scena alla sorella di Kim  

Scritto da il 9 febbraio 2018

Le majorette rubano la scena alla sorella di Kim

(Afp)

Pubblicato il: 10/02/2018 18:21

Dall’inviato Andrea Pinchi

Una festa, nonostante la sonora sconfitta. La nazionale unificata delle due Coree scalda il ghiaccio del Kwandong Hockey Centre, ultima tappa di Kim Yo-jong prima del ritorno oltre confine. Davanti alla sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un, ormai alla fine della sua missione olimpica, la nazionale guidata dalla canadese Sara Murray è finita al tappeto contro la Svizzera con un eloquente 8-0 nel match d’esordio alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang.

Ma se la bomber elvetica Alina Muller non ha mostrato nessuna pietà, griffando l’evento speciale con un poker di gol, la debacle delle beniamine di casa non ha in ogni caso rovinato la festa andata in scena sugli spalti. Il pubblico ha accolto con freddezza, quasi con indifferenza, l’ingresso nel palazzetto della potente sorella insieme al presidente sudcoreano Moon Jae-In, al capo delegazione del Nord Kim Yong-nam e al presidente del Cio Thomas Bach, mentre ha adottato fin dal riscaldamento pre-gara le circa 200 cheerleader che hanno colorato di rosso ogni anello del palazzetto.

Le majorettes hanno rubato la scena a diplomatici e politici in una tribuna autorità presidiata e ‘bonificata’ dagli uomini della sicurezza: davanti le ragazze e alle loro spalle la sorella di Kim, con Bach seduto in mezzo fra i delegati del Nord e quelli del Sud. La stretta di mano che ha reso in qualche modo storica la cerimonia di apertura non è stata replicata, almeno a favore di telecamere. Del resto, il gol delle ‘padrone di casa’ non è mai arrivato.

Ma non sono mancati i momenti in cui Kim Yo-jong e Moon si sono lasciati trascinare dall’atmosfera di festa, alzandosi in piedi e incitando le due Coree quasi come tifosi comuni. E pazienza se il ct Murray ha schierato solo tre nordcoreane nella formazione, il minimo sindacale.

Il vero show lo hanno regalato le cheerleader con coreografie, balli coordinati e slogan inneggianti all’unità delle due Coree. Il pubblico si è fatto coinvolgere senza riserve, mostrando cartelli per la “pace olimpica” e sventolando le bandiere della Corea unificata, le stesse viste ieri in occasione della cerimonia di apertura.

L’avventura sportiva delle due Coree sul ghiaccio di Gangneung finirà presto, ma la nazionale unificata ha già segnato un punto nelle Olimpiadi del disgelo.


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