Visco: “Governo non lasci dubbi su equilibrio conti”  

Scritto da il 9 febbraio 2018

Visco: Governo non lasci dubbi su equilibrio conti

Ignazio Visco (Fotogramma)

Pubblicato il: 10/02/2018 14:18

Riforme per consolidare la ripresa dell’economia e scelte responsabili per mantenere l’equilibrio dei conti pubblici. Perchè, su questo fronte, il governo che verrà non deve lasciare dubbi sulla sua determinazione ad andare avanti sulla strada intrapresa. Sono questi i punti fermi e ineludibili della rotta indicata oggi dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento alla seconda giornata dei lavori del Forex a Verona. Un monito forte, quello che giunge da Visco, a mantenere la barra diritta, a non deviare dal percorso avviato, che già ha portato frutti con le riforme messe in campo negli ultimi anni.

I numeri stanno ad attestare la netta accelerazione della crescita nello scorso anno. Secondo prime stime, indica Visco, la crescita è salita dallo 0,9 per cento nel 2016 all’1,5 lo scorso anno. E l’occupazione ha continuato ad aumentare (0,8 per cento nel 2017), mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 10,8 per cento in dicembre, il valore più basso dall’agosto del 2012 del 2017). Nel 2018, la crescita dovrebbe proseguire a un ritmo prossimo all’1,5 per cento; resterebbe al di sopra dell’1 per cento anche nel prossimo biennio.

Intanto, “il rischio di deflazione è stato scongiurato” anche se, sottolinea Visco, “rimane arduo spingere al rialzo le attese di inflazione”. La quale dopo un lieve calo all’inizio dell’anno, dovrebbe gradualmente salire, portandosi su livelli in linea con l’obiettivo nella seconda parte del 2020.

Nel complesso, rileva il Governatore, “in Italia l’attività economica appare ora meno dipendente dall’orientamento espansivo delle politiche monetarie e di bilancio. Ma il consolidamento della ripresa richiede di procedere nello sforzo di riforma dell’economia. Politiche di bilancio prudenti contribuiranno a rafforzare la fiducia dei mercati nella riduzione dell’incidenza del debito pubblico sul prodotto”.

“Per irrobustire la crescita nel medio periodo occorreranno – incalza ancora il Governatore – passi ulteriori nelle riforme di struttura, nel miglioramento dei servizi pubblici, nella razionalizzazione e stabilizzazione della normativa fiscale”. E se la parola “riforme” risuona ben sette volte, come un leit motiv, altrettanto fermo è l’appello a non perdere terreno sul fronte dell’equilibrio dei conti pubblici.

“Anche senza i vincoli del Patto di stabilità, resta per noi l’esigenza di compiere scelte responsabili”, dice Visco. “Non è questione – puntualizza – di vincoli europei, riguarda lo sviluppo equilibrato, la forza stessa della nostra economia: un aumento del disavanzo pubblico non può sostituirsi alle riforme; rischierebbe di essere controproducente, visto che il problema del debito non può essere eluso”.

Per questo, “quando l’andamento positivo del prodotto e dell’inflazione nell’area dell’euro sarà tale da giustificare un rialzo dei tassi di interesse, la nostra economia non ne risentirà se – spiega Visco – le politiche economiche nazionali avranno saputo consolidare la ripresa in atto, senza lasciare dubbi agli investitori sulla determinazione del governo a mantenere l’equilibrio dei conti pubblici e senza deviare dal percorso di riforma avviato in questi anni: un percorso da proseguire con decisione per migliorare i servizi pubblici, accrescere la concorrenza in quelli privati, intensificare gli investimenti in capitale umano”.

Ampia la parte dell’intervento dedicata alle banche. “Sebbene ancora bassa, nei primi 9 mesi dello scorso anno la redditività delle maggiori banche italiana è migliorata”, dice il Governatore. “Ma una profonda revisione dei modelli di operatività delle banche, in Italia come in tutta Europa, resta inevitabile”, evidenzia ancora avvertendo che “non vanno sottovalutati importanti elementi che potrebbero frenare la redditività”.

Inoltre, sollecita Visco, bisogna andare avanti con la riduzione dei crediti deteriorati: è necessaria per ridurre i rischi e i costi di finanziamento delle banche”.”Va ottenuta -sottolinea – con interventi che tengano conto delle condizioni di partenza, siano sostenibili e non producano effetti prociclici potenzialmente destabilizzanti; va assicurata la parità di trattamento tra intermediari che operano in contesti diversi, in particolare per efficienza e rapidità della giustizia civile, che in Italia vanno ancora accresciute”.


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