Olandese e ottimista l’11° Buk Festival di Modena  

Scritto da il 12 febbraio 2018

Olandese e ottimista l'11° Buk Festival di Modena

Pubblicato il: 13/02/2018 14:32

Olandese e ottimista, ma anche ‘al femminile’ e attenta alle tematiche della Resistenza, dell’antifascismo. Sarà così l’11esima edizione del Modena Buk Festival, secondo il suo direttore artistico, Francesco Zarzana. Dal 23 al 25 marzo il festival ‘occuperà’ piazza XX Settembre con una tensostruttura, ospitando gli stand di circa 100 editori piccoli e medi che incontreranno il pubblico e annunceranno le loro novità per il 2018. “Fra gli editori che verranno quest’anno ho percepito una cert’aria di ottimismo, la percezione di una crescita dell’attenzione del pubblico verso l’offerta dei piccoli editori”, afferma Zarzana all’Adnkronos, dicendosi “certo che quest’anno gli editori ricaveranno indicazioni economiche positive dalle vendite in occasione del festival”, che è “un buon banco di prova nella parte iniziale dell’anno”.

Paese ospite dell’edizione è l’Olanda e “i temi cari agli olandesi sono quelli dell’ambiente, dell’ecologia, che si ritroveranno quindi nei titoli che faranno capolino a Modena”, sottolinea Zarzana. Non casuale la scelta dell’Olanda, visto che si tratta di un Paese dove si legge, e si traduce, moltissimo, con una politica di sostegno, economico, alla diffusione del prodotto nazionale in altre lingue.: “L’Olanda vuole farsi conoscere bene in Italia”, aggiunge Zarzana che è anche responsabile del cotè ‘resistenziale’ dell’edizione. “Ogni anno il festival produce ‘in prima persona’ e propone durante il suo svolgimento un libro oppure un allestimento teatrale o un film, quest’anno si tratta appunto di un film: il documentario ‘Vorrei dire ai giovani. Gina Borellini, un’eredità di tutti’“, annuncia Zarzana che lo ha diretto e, insieme a Caterina Liotti, lo ha scritto.

Nell’ambito di un’edizione “che dedica molta attenzione al femminile”, il doc, interpretato dall’attrice Claudia Campagnola, è un omaggio alla modenese Gina Borellini, fra le prime donne ad entrare nella Camera dei Deputati nel 1948 e fra le fondatrici dell’Unione Donne Italiane. Staffetta partigiana nella Brigata ‘Remo’ insieme al marito, nel febbraio 1944 fu catturata e torturata, più volte portata davanti al plotone di esecuzione senza mai mostrare il minimo cedimento. Borellini viene ricordata anche per l’episodio della sua indignazione in Parlamento, dopo l’uccisione di sei giovani operai a Modena il 9 gennaio 1950 nel corso di uno sciopero generale, tragico episodio noto come l’eccidio delle Fonderie. In quell’occasione la parlamentare scese dal suo scranno alla Camera dei Deputati, arrivando sui banchi del Governo e lanciando le foto degli operai morti contro il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.


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