L’America delle stragi  

Scritto da il 14 febbraio 2018

L'America delle stragi

(Afp)

Pubblicato il: 15/02/2018 14:32

Il massacro al liceo Stoneman Douglas di Parkland, in Florida, dove nel giorno di San Valentino un ex alunno è entrato armato e ha sparato all’impazzata uccidendo 17 persone, è solo l’ultima di una tragica serie di sparatorie di massa in America.

La strage di ragazzi riporta alla mente quanto accaduto a Columbine in Colorado quasi 20 anni fa, quando due studenti fecero una carneficina al liceo provocando 13 vittime. Ma anche al massacro alla Sandy Hook Elementary School, in Connecticut, nel dicembre del 2012, costato la vita a 20 bambini e 6 adulti. Da allora, rivelano i dati raccolti dal Gun Violence Archive, le sparatorie nelle scuole negli Usa sono state 239, per un totale di 438 persone colpite, delle quali 138 sono morte.

Non sono però solo le scuole a finire nel mirino ma anche concerti, locali notturni, chiese e cinema. Dal Texas alla Florida, passando per l’Oklahoma e la California, le sparatorie di massa in America stanno diventando sempre più letali e delle 30 registrate dal 1949 ad oggi, 19 si sono verificate negli ultimi 10 anni. Ecco le più sanguinose:

1) The Harvest Music Festival: 58 morti – E’ il 2 ottobre 2017. Da una finestra del 32º piano del Mandalay Bay Hotel di Las Vegas, un uomo apre il fuoco sulla Las Vegas Strip, mentre è in corso un concerto di musica country al quale assistevano oltre 22mila persone. L’autore della strage è Stephen Paddock, un uomo di sessantaquattro anni, che con ben 47 armi da fuoco in tutto, tra cui svariati fucili d’assalto, uccide 58 persone e ne ferisce altre 489. Al termine della sparatoria, Paddock si toglie la vita con un colpo di pistola all’interno della stanza in cui si trovava. È la sparatoria di massa più grande della storia moderna degli Stati Uniti.

2) Pulse night club: 49 morti – Il 12 giugno 2016 Omar Saddiqui Mateen, 29 anni, apre il fuoco all’interno del Pulse, un locale notturno gay, a Orlando. Almeno 49 persone vengono uccise e più di 50 sono ferite. Mentre tiene in ostaggio alcune persone all’interno del locale, l’uomo fa una telefonata a 911 in cui annuncia il giuramento di fedeltà allo Stato islamico. Il Califfato rivendica la strage, ma la Cia e l’Fbi non trovano effettivi legami del killer con l’Is e stabiliscono che Mateen non era in contatto con i jihadisti prima di compiere la strage. La pista privilegiata è quella di un attentato mirato contro la comunità Lgtb.

3) Virginia Tech: 32 morti – Il 16 aprile 2007 lo studente Seung-Hui Cho, 23 anni, apre il fuoco il fuoco nei dormitori e nelle aule del campus della Virginia Tech a Blacksburg, provocando 32 morti e un numero imprecisato di feriti, prima di togliersi la vita.

4) Sandy Hook: 27 morti – Sono 27 le vittime nella sparatoria che colpisce la Sandy Hook Elementary School, di Newtown, nel Connecticut, il 14 dicembre 2012. Adam Lanza, 20 anni, uccide 20 bambini di 6 e 7 anni e sei adulti, prima di rivolgere l’arma contro se stesso. Gli investigatori più tardi trovano la madre del giovane, Nancy Lanza, morta per una ferita d’arma da fuoco.

5) Sutherland Springs: 26 morti – Il 5 novembre 2017 un uomo entra in una chiesa battista di Sutherland Springs, in Texas, durante la funzione religiosa di domenica mattina e uccide 26 persone. Il tiratore, identificato come Devin Patrick Kelley, viene trovato morto dopo un breve inseguimento, ma non è chiaro se sia stato ucciso o si sia tolto la vita. È la sparatoria di massa più micidiale della storia del Texas.

6) Caffetteria di Luby: 23 morti – A Killeen, in Texas, il trentacinquenne George Hennard fa schiantare il suo pick-up contro il muro della Caffetteria di Luby. Dopo essere uscito dal camion, Hennard spara e uccide 23 persone. Quindi si toglie la vita. E’ il 16 ottobre 1991.

7) McDonald’s a San Ysidro: 21 morti – Il 18 luglio 1984 a San Ysidro, in California, il 41enne James Huberty, armato di un Uzi a canna lunga, un fucile a pompa e una pistola, spara e uccide 21 persone tra adulti e bambini in un McDonald’s. L’uomo viene poi ucciso da un agente di polizia.

8) Università del Texas: 18 morti – Il 1 agosto 1966 ad Austin, in Texas, 16 persone perdono la vita e almeno 30 rimangono ferite sotto i colpi sparati dall’ex marine Charles Joseph Whitman, appostato sulla torre dell’University of Texas. L’uomo viene ucciso dalla polizia, che più tardi scopre anche i corpi di sua madre e sua moglie.

9) San Bernardino ed Edmond: 14 morti – Il 2 dicembre 2015, i coniugi Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik, due terroristi affiliati al sedicente Stato islamico, si recano all’Inland Regional Center, un centro sociale per disabili, mascherati e armati di pistole e fucili. Una volta entrati aprono il fuoco contro la folla, uccidendo all’istante 14 persone e ferendone altre 24, tra cui due poliziotti. I due attentatori vengono uccisi in uno scontro a fuoco con i poliziotti non lontano dal luogo della strage. Lo stesso numero di morti si registra anche nella sparatoria di Edmond, in Oklahoma, il 20 agosto 1986, quando Patrick Henry Sherril, armato di tre pistole, uccide 14 lavoratori delle poste n 10 minuti e poi si toglie la vita con una pallottola in testa.

10) Fort Hood, Texas: 13 morti – Il 5 novembre 2009, lo psichiatra e maggiore dell’esercito statunitense Maj Nidal Malik Hasan uccide 13 persone e ne ferisce più di 32 a Fort Hood, una base militare in Texas. Viene poi catturato e condannato a morte.

11) Binghamton, New York: 13 morti – Il 3 aprile 2009, in un centro dell’American Civic Association, il 42enne Jiverly Wong uccide 13 persone per poi suicidarsi durante una lezione di lingua per ottenere la cittadinanza. 37 i sopravvissuti ritrovati dalla polizia, nascosti in ripostigli e locali caldaie sparsi nell’edificio.

12) Columbine, Colorado: 13 morti – Il 20 aprile 1999 due studenti, Dylan Klehold ed Eric Harris, fanno irruzione nel liceo Columbine di Littleton, in Colorado. Pesantemente armati, i due giovani, rispettivamente di 17 e 18 anni, sparano all’impazzata uccidendo 12 studenti e un insegnante e ferendo più di 20 persone. Klehold e Harris si sono suicidati dopo la sparatoria.

13) Denver, Colorado: 12 morti– Durante la proiezione de “Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno”, un uomo coperto da un’armatura apre il fuoco nel cinema scatenando il caos. Muoiono dodici persone tra cui la piccola Veronica Moser-Sullivan, di soli 6 anni. 70 i feriti. Il colpevole, James Holmes, viene condannato al carcere a vita. E’ il 20 luglio 2012.

14) Roseburg, Oregon: 10 morti – Il 1 ottobre 2015, all’Umpqua Community College di Roseberg, nel sudovest dell’Oregon, Chris Harper Mercer, 26 anni, spara e uccide 10 persone. L’uomo viene freddato durante uno scontro a fuoco con la polizia. Il padre di una delle persone ferite ha dichiarato che, prima di esplodere i colpi, Mercer avrebbe chiesto alla vittime la religione di appartenenza.

15) Charleston, Carolina del Sud: 9 morti – Nove persone, sei donne e tre uomini, vengono uccise a colpi d’arma da fuoco in una chiesa frequentata da neri il 17 giugno 2015. A sparare, il suprematista bianco 21enne Dylann Storm Roof, poi arrestato.


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