Trump: “Killer Florida aveva problemi mentali”  

Scritto da il 14 febbraio 2018

Trump: Killer Florida aveva problemi mentali

(Afp)

Pubblicato il: 15/02/2018 17:06

“Così tanti segnali che chi ha sparato in Florida avesse problemi mentali, era stato anche espulso dalla scuola per comportamento negativo e irregolare. I vicini e i compagni di classe sapevano che fosse un grosso problema. Bisogna sempre segnalare casi simili alle autorità, ancora e ancora!“. Donald Trump dedica un tweet mattutino alla strage compiuta in una scuola della Florida e accende i riflettori sull’instabilità mentale del responsabile, un ex studente 19enne.

Come hanno notato e sottolineato molti follower del presidente, nel messaggio non c’è alcun riferimento alle armi e al fatto che il 19enne, pur avendo problemi mentali, abbia avuto la possibilità di entrare in possesso di un fucile Ar-15.

Non passa inosservato poi un altro elemento: Trump ha pubblicato il tweet inserendolo nel thread creato due giorni fa con un messaggio che annunciava l’inizio delle trattative sul tema dell’immigrazione e del Daca, il programma relativo ai dreamer, gli immigrati portati illegalmente da bambini negli Usa.

IL DISCORSO ALLA NAZIONE – “Nessun bambino, nessun insegnante dovrebbe mai essere in pericolo in una scuola americana”. Questo un passaggio del messaggio che Donald Trump ha indirizzato quest’oggi alla nazione. “Non siete soli, non sarete mai soli“, ha detto Trump rivolgendosi in particolare ai bambini e ragazzi.

“Oggi parlo ad una nazione che soffre. Ieri una scuola piena di ragazzi innocenti e insegnanti premurosi è diventata la scena di terribile violenza, odio e malvagità. La nostra nazione, con il cuore pieno di dolore, prega per le vittime e per le loro famiglie”, ha esordito Trump, che ha annunciato una prossima visita a Parkland. “Ad ogni genitore, insegnante e studente che sta soffrendo così tanto” il presidente ha detto “siamo qui per voi, per qualsiasi cosa abbiate bisogno, per qualsiasi cosa possiamo fare per alleviare il vostro dolore”.

“Siamo uniti, come una famiglia americana: la vostra sofferenza è anche la nostra. Nessun bambino, nessun insegnante dovrebbe mai essere in pericolo in una scuola americana – ha proseguito -. Nessun genitore dovrebbe mai aver paura per i figli, quando li saluta con un bacio al mattino. Ogni persona che ci è stata portata via ieri aveva davanti a sè un’intera vita. Ognuno aveva sogni da inseguire, amore da donare e talento da condividere con il mondo. Ognuno aveva una famiglia per cui rappresentava tutto”.

“Offriamo il nostro conforto a chi soffre e a chi è ferito. Soffriamo per l’intera comunità di Parkland, in Florida, che è sotto choc, prova dolore e cerca risposte. Alle forze dell’ordine, ai primi soccorritori, agli insegnanti che sono intervenuti con coraggio davanti al pericolo” il presidente ha detto “vi ringraziamo per il vostro coraggio”. Trump ha parlato con le autorità locali, offrendo assistenza e collaborazione. “Sto pianificando una visita a Parkland per incontrare le vittime e le autorità locali e per continuare a coordinare la risposta federale”, ha spiegato.

“In questi momenti di angoscia e oscurità, ci aggrappiamo alla parola di Dio nelle Scritture: ‘Ho ascoltato la tua preghiera e ho visto le tue lacrime, ti guarirò'”, ha detto Trump in un altro passaggio del discorso.

Ai bambini “che si sentono soli, persi, confusi e anche spaventati: voglio sappiate che non siete soli e non lo sarete mai. Ci sono persone che tengono a voi, vi amano e faranno tutto per proteggervi. Se avete bisogno di aiuto, rivolgetevi ad un insegnante, ad un familiare, ad un agente, ad una figura religiosa. Rispondete all’odio con amore, alla crudeltà con gentilezza”, ha detto ancora. “Dobbiamo collaborare per creare una cultura che nel nostro paese abbracci la dignità della vita e crei legami umani profondi e significativi, trasformi compagni di scuola e colleghi in amici”, ha aggiunto Trump.

“Rendere sicure le nostre scuole e affrontare la spinosa questione della salute mentale”. Questi gli obiettivi che Trump ha indicato nel messaggio. “Nel corso del mese incontrerò i governatori e gli attorney general: la sicurezza delle nostre scuole e dei ragazzi sarà la nostra priorità assoluta”, ha aggiunto Trump nel messaggio di circa 6 minuti in cui non ha fatto riferimento alle armi e ad eventuali provvedimenti. “Non è sufficiente intraprendere azioni che ci inducano a pensare che stiamo facendo la differenza. Dobbiamo realmente fare quella differenza”, ha detto ancora.

“In momenti tragici i legami che ci sostengono sono quelli della famiglia, della fede, della comunità e della nazione. Questi legami sono più forti del male e della malvagità. Questi legami diventano ancora più solidi nell’ora del bisogno”, ha affermato.

“Specialmente oggi, teniamo vicini i nostri cari. Preghiamo per la pace e stringiamoci insieme come una nazione per asciugarci le lacrime e lottare per un domani migliore”, ha concluso il presidente prima di allontanarsi senza rispondere alle domande dei cronisti che, invano, hanno provato a sollecitarlo sul tema delle armi.

So many signs that the Florida shooter was mentally disturbed, even expelled from school for bad and erratic behavior. Neighbors and classmates knew he was a big problem. Must always report such instances to authorities, again and again!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 15 febbraio 2018


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