Sbarca anche in Italia l’orologio del debito pubblico  

Scritto da il 16 febbraio 2018

Sbarca anche in Italia l'orologio del debito pubblico

Pubblicato il: 17/02/2018 11:25

Arriva anche in Italia l’orologio del debito pubblico. Certo siamo lontani dal rassicurante contatore di Berlino, dal primo gennaio riprogrammato ad andare indietro al ritmo di 78 euro al secondo per indicare il calo dello stock del debito tedesco. Il primo declino quello del debito tedesco negli ultimi vent’anno, segno del successo della disciplina di bilancio e dello slancio della crescita.

Il contatore del debito pubblico dell’Istituto Bruno Leoni presente fino al 4 marzo sui maxischermi nelle stazioni di Milano Centrale, Roma Termini e Roma Tiburtina, vuole essere un monito in piena campagna per il voto sull’elevato debito che zavorra l’economia italiana. “È il modo attraverso cui il nostro Istituto vuole contribuire alla campagna elettorale. Proviamo a mettere, quotidianamente, sotto gli occhi di centinaia di migliaia di persone la questione attorno a cui dovrebbe ruotare l’intero dibattito politico e di cui, invece, i partiti preferiscono dimenticarsi”, afferma l’istituto, puntando il dito contro le promesse elettorali poco realistica.

“Certo, alcune forze politiche menzionano di sfuggita la montagna del debito pubblico nei loro programmi, per prometterne la riduzione se non addirittura ‘l’abbattimento’. Ma, mentre lo fanno, propongono più spesa e più deficit. Purtroppo la matematica non è un’opinione: per ridurre il debito bisogna tagliare la spesa e portare il Paese in una condizione di pareggio di bilancio strutturale, come peraltro imporrebbe, almeno in teoria, non qualche segreto accordo fra il Bilderberg e gli gnomi di Zurigo ma la Costituzione più bella del mondo”, sottolinea.

Sui social network, inoltre l’Istituto ha utilizzato l’hashtag #ognipromessaèdebito. “Non c’è bisogno di spiegare il gioco di parole: ogni rigo dei programmi dei partiti che contenga l’impegno ad aumentare la spesa o tagliare le tasse senza contestualmente trovare adeguata copertura andrà a ingrossare il debito pubblico. Ogni promessa fa debito. E il messaggio che il debito lancia agli italiani così come agli osservatori stranieri è semplice: ogni euro di maggiore debito, che si vada ad aggiungere agli oltre 2.280 miliardi già accumulati, è un euro di maggiori tasse domani. La consapevolezza che prima o poi il debito andrà ripagato è il principale vincolo alla crescita italiana – conclude l’Istituto – il più forte freno agli investimenti e la più pesante eredità per le generazioni future. È singolare che sia anche il tema più trascurato della campagna elettorale”.


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