Demanio: “Meno spese, più ricavi e oltre 3 mld da investire”  

Scritto da il 18 febbraio 2018

Demanio: Meno spese, più ricavi e oltre 3 mld da investire

Pubblicato il: 19/02/2018 18:14

Oltre 3 miliardi di euro le risorse da investire per la riqualificazione sismica ed energetica del patrimonio immobiliare dello Stato nei prossimi 10 anni e per la razionalizzazione degli spazi occupati dalla Pa. A indicare risultati e nuove sfide dell’Agenzia del Demanio è stato il direttore della stessa agenzia Roberto Reggi, alla presenza del premier Paolo Gentiloni e del sottosegretario al Mef Pier Paolo Baretta.

Con oltre 43.185 beni pubblici gestiti, per un valore di 60,5 miliardi di euro, l’Agenzia del Demanio ha assunto negli ultimi anni anche un ruolo di facilitatore nell’ambito dell’immobiliare pubblico dando supporto alle amministrazioni nelle operazioni di valorizzazione e riqualificazione dei beni. “Il patrimonio efficientemente gestito genera sviluppo, posti di lavoro e riduzione della spesa pubblica”, sottolinea Reggi.

Dati alla mano, il 2017 è stato l’anno dei cantieri, in tre anni la capacità di spesa per i lavori di tutela e mantenimento del territorio ha avuto un incremento del 181%. Il forte impulso sugli interventi di tutela e messa in sicurezza degli immobili pubblici e l’aumentata capacità di spesa, di circa il 181% conseguita in 3 anni, hanno consentito all’Agenzia di ottenere ulteriori risorse per un totale appunto di 3,2 miliardi di euro da investire in 10 anni: 1,5 miliardi per la riqualificazione sismica ed energetica e 1,7 miliardi destinati ai 38 federal building e alle razionalizzazioni degli usi governativi. Quest’ultima attività consentirà di liberare spazi e chiudere contratti di affitto con i privati con un taglio di spesa di 77 milioni di euro nel 2017 e a partire dal 2022, con oltre 200 milioni di euro di risparmi annui.

Ma non solo. Sul fronte della rigenerazione, attraverso i progetti ‘a rete’ alcuni ingenti costi di manutenzione sono diventati ricavi, convogliando risorse private per la riqualificazione e sottraendo quei beni al degrado. Dal progetto Fari alla riqualificazione dei Borghi all’iniziativa per ‘Cammini e percorsi’, la mission del Demanio ha dato nuova vita a questi siti creando incubatori di nuove realtà con un effetto moltiplicatore del valore economico e sociale dell’investimento. Il tutto con il coinvolgimento di cittadini, imprese, associazioni ed Enti Territoriali in questi processi per renderli inclusivi e aderenti alle esigenze del territorio.

Il sottosegretario al Mef Pier Paolo Baretta snocciola le cifre di questo enorme patrimonio da tutelare: “Sette mila Km di coste e spiagge, oltre 4000 musei, quasi 300 parchi archeologici, ben 600 complessi monumentali, più di 60 siti patrimonio dell’Unesco”. E ancora: “Siamo tra i primi 7 Paesi industriali nel mondo, siamo il primo per patrimonio artistico e monumentale”, dice, osservando che “il principale biglietto da visita dell’Italia nel mondo – ovvero il Made in Italy – è sempre più il risultato dell’integrazione dei diversi fattori (ambientali, produttivi, economici culturali e logistici) che costituiscono le caratteristiche peculiari del nostro Paese”.


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