Rossi e neri: torna la guerra  

Scritto da il 20 febbraio 2018

Rossi e neri: torna la guerra

(Fotogramma)

Pubblicato il: 21/02/2018 12:52

Da una parte i centri sociali. Dall’altra i nuovi fascisti. Rossi e neri, estremisti di sinistra e destra, che provocano, attaccano e si fronteggiano come negli anni di piombo, nel arroventato della campagna elettorale. Un’escalation di violenza e odio, quella tra l’universo dei nuovi fasci e chi i fasci dice di volerli combattere, che dal blitz di Como al pestaggio del leader palermitano di Forza Nuova è tornata a galla prepotentemente, guadagnando consensi ed espandendosi a macchia d’olio su tutto il Belpaese.

Da mesi la tensione tra le due ‘fazioni’ è innegabile, come racconta la cronaca recente. A partire da Como, dove a novembre quindici esponenti dell’associazione ‘Veneto fronte skinheads’ hanno fatto irruzione durante l’assemblea della rete di associazioni per migranti “Como Senza Frontiere’, leggendo un proclama e intimorendo i presenti alla riunione.

Esemplare, per illustrare il clima di tensione che si respira in Italia, è anche il raid xenofobo di Luca Traini, che qualche giorno dopo l’omicidio di Pamela Mastropietro, ha sparato all’impazzata dalla sua auto per le strade di Macerata, ferendo 6 immigrati per poi avvolgersi in una bandiera tricolore, gridare ‘Viva l’Italia’, e fare il saluto fascista.

Ma risentimento e rancore non conoscono confini e da Macerata passano anche per Piacenza, dove sabato scorso, durante un corteo antifascista, un carabiniere è stato picchiato da alcuni manifestanti, che armati di aste e sassi, hanno provato a forzare il cordone delle Forze dell’ordine.

Livore e furia qualche giorno fa hanno colpito poi la leader di Forza Italia, Giorgia Meloni, aggredita a Livorno da alcuni militanti dei centri sociali con sputi, cori e lanci di bottiglie. Mentre ieri sera, oltre al pestaggio del militante palermitano di Forza Nuova, un esponente di Potere al Popolo è stato accoltellato da un gruppo di persone a volto coperto mentre stava affiggendo manifesti alla periferia di Perugia.

E tra chi cerca di placare la tensione e chi invoca lo spettro degli anni di piombo, il vortice di violenza non cessa di alimentare l’eterna lotta tra rossi e neri, centri sociali e camerati 2.0, che come negli anni ’70 fa sono tornati a dichiararsi guerra a colpi di cortei, slogan, coltelli, spranghe e manganelli.


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