Ciampi: “Nella cinquina Oscar grandi assenti giovani compositori italiani”  

Scritto da il 21 febbraio 2018

Ciampi: Nella cinquina Oscar grandi assenti giovani compositori italiani

Pubblicato il: 22/02/2018 15:49

Prima l’Italia era un vivaio di compositori. Oggi i giovani compositori italiani sono ridotti al lumicino. E le nomination agli Oscar per la ‘Miglior canzone’ e per la ‘Migliore colonna sonora’ lo raccontano bene. “Un campanello d’allarme” che non va sottovalutato secondo Gabriele Ciampi, compositore e direttore d’orchestra italiano che ora vive a Los Angeles, selezionato dalla Recording Academy per rappresentare l’Italia ai Grammi Awards 2018, dopo gli importanti premi e riconoscimenti inanellati negli ultimi anni.

A dieci giorni dalla notte degli Oscar 2018, Ciampi analizza con l’Adnkronos la cinquina della ‘Miglior canzone’. “Quella che mi ha colpito maggiormente – racconta – è ‘This is me’ (‘The Greatest Showman’) perché è stata scritta nella forma del musical. Per certi versi è simile all’opera classica, ha una struttura complessa nella quale il testo è abbinato alle note. La trovo innovativa proprio perché ha questa struttura, un modo difficile di scrivere musica. E’, infatti, una canzone che ha bisogno di una voce con una estensione particolare e una certa profondità e, inoltre, in grado di reggere il confronto con l’orchestra. Bel lavoro degli autori e dell’interprete“.

Quanto, invece, a ‘Mystery of love’, la canzone del film del regista italiano in nomination (‘Chiamami col tuo nome’ di Luca Guadagnino) “la particolarità sta nell’uso del banjo al posto della chitarra. Uno strumento molto raro. Chi l’ha scritta ha una conoscenza particolare e usa il banjo come un ostinato classico che resta sotto e regge tutto il brano. Sicuramente di matrice classica. Purtroppo, però, non è stata scelta una grande orchestrazione che pure è nella tradizione italiana. Perché? Il punto è che dai conservatori e dalle accademie non stanno uscendo compositori. Le classi di composizione sono quasi vuote. E’ molto più impegnativo, infatti, diventare compositori ed è più facile per un cantautore improvvisarsi orchestratore con le tecnologie che ormai ci sono, puntando tutto su una canzone invece che scrivere un bel tema come facevano in passato Nino Rota o Morricone”.

Sul fronte delle nomination per la ‘Miglior colonna sonora’ secondo Ciampi – che ha all’attivo un incredibile numero di concerti in ambito internazionale, la soddisfazione di aver composto per Michelle Obama e aver diretto la propria musica alla Casa Bianca – “la più interessante è quella di Alexandre Desplat del film ‘La forma dell’acqua – The Shape of Water'”.

E questo perché “riprende la tradizione del classicismo unite a forme di tradizione popolare. C’è un però. In questo film la colonna sonora è stata orchestrata da tre musicisti ed ecco il limite del compositore che non ha effettuato studi classici ed ha, quindi, bisogno di aiuto. Desplat, infatti, è più un melodista che un compositore, nel senso che prende queste melodie e poi le sviluppa. Da poco è nata la figura del melodista, colui che trova il tema dovendo poi cercare chi lo svilupperà. Peccato! E pensare che la scuola italiana ed anche quella europea di composizione sono molto forti e danno una formazione completa che permetterebbe di scrivere, orchestrare, arrangiare un tema tutto da soli”.

Detto questo, evidenzia Ciampi, “la colonna sonora di Desplat è interessante proprio per il fatto che non c’è un solo tema ma c’è un impasto sonoro. Un aspetto originale anche se io prediligo le orchestrazioni dei compositori italiani del passato”. Infine, “la colonna sonora di ‘Star Wars: : Gli ultimi Jedi ‘ realizzata da John Williams ha un filo comune con i precedenti episodi. Qui è molto evidente l’influenza di Aaron Copland. Fu lui il primo a stravolgere l’uso tradizionale dei corni, delle trombe e degli ottoni in generale anticipando lo stile di Hollywood. Anche in questo caso il fatto che gli unici compositori, nel senso stretto del termine, di queste nomination siano John Williams e Hans Zimmer è un altro campanello d’allarme. E i giovani?“.


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