Terremoto Emilia, pronta la Scuola di Danza di Reggiolo  

Scritto da il 22 febbraio 2018

Terremoto Emilia, pronta la Scuola di Danza di Reggiolo

Pubblicato il: 23/02/2018 12:34

Un edificio a pianta rettangolare con la struttura e le finiture in legno di abete e pareti est e ovest completamente vetrate. Una semplicità formale e geometrica che si affianca ad un sistema schermante esterno curvo, che circonda l’edificio delimitando due piccoli patii scoperti. Il sistema schermante e di rivestimento si rifà agli intrecci tipici della zona, come quelli dei cesti di vimini: un riferimento ripreso dalle tradizioni artigiane. Con un’ulteriore potenzialità: quella d’illuminarsi durante le ore notturne come una lanterna. E’ la Scuola di Danza di Reggiolo, quarto dei cinque progetti emiliani realizzati grazie al Fondo Ricostruzione Emilia, progettati dallo studio Mario Cucinella Architects.

Il progetto è stato sviluppato secondo i principi della sostenibilità ambientale, per ridurre la domanda di energia per il funzionamento dell’edificio e ottimizzare i livelli di comfort nelle aree interne ed esterne. Il centro ospita i corsi della locale scuola di danza, la cui precedente sede è stata demolita a seguito del sisma.

L’edificio, realizzato grazie alla generosità dei lavoratori e delle imprese che hanno accolto l’invito di Confindustria, Cgil, Cisl, Uil e Confservizi a contribuire alla rinascita dei territori colpiti dal sisma cinque anni fa, sarà inaugurato domenica 25 febbraio alle 10.30 a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia.

Nel Fondo sono confluiti i contributi volontari dei lavoratori e delle imprese di tutto il Paese, per oltre 7 mln di euro. Le altre opere sono la Casa della Musica di Pieve di Cento (Bologna), il Centro di coworking di Quistello (Mantova) e il Centro Polifunzionale Arti e cultura di Bondeno (Ferrara), inaugurate nei mesi scorsi. Prossimamente sarà inaugurato l’intervento più complesso: la Residenza per disabili gravi a San Felice sul Panaro (Modena).

“Lo strumento giuridico utilizzato per questa iniziativa, il Trust – afferma Piero Gnudi, garante del Trust Nuova Polis Onlus – è del tutto innovativo per la realizzazione di opere con finalità di beneficenza. Abbiamo richiesto ed ottenuto, grazie alla sensibilità dell’Agenzia delle Entrate, riconoscimento del Trust quale Onlus: tutti i fondi donati dai privati sono stati effettivamente ed esclusivamente utilizzati per coprire i costi sostenuti per la realizzazione delle opere”.

Per realizzare il progetto e verificare le aspettative delle comunità sono stati selezionati sei giovani architetti e ingegneri under 35, residenti nelle aree del sisma, che sono stati protagonisti del Workshop Costruire per ricostruire (www.workshopricostruzione.it). “Nel dramma di queste terre e di quelle del Centro Italia, colpite dagli eventi sismici – sottolinea Mario Cucinella – noi architetti dobbiamo a queste comunità tutto il nostro sforzo creativo. Dobbiamo immaginare che da questa grande sofferenza Ri-costruiremo meglio, con più attenzione, senza compromessi su sicurezza sismica e sicurezza ambientale”.


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