Accordo Fillea e sindacato romeno per tutele lavoratori  

Scritto da il 25 febbraio 2018

Accordo Fillea e sindacato romeno per tutele lavoratori

Pubblicato il: 26/02/2018 18:41

La crisi economica degli ultimi otto anni e in particolare la crisi del settore edile ha prodotto in Europa una fortissima mobilità e contrazione dei livelli occupazionali, producendo nel contempo effetti devastanti sulle condizioni dei lavoratori edili e in particolare sui lavoratori emigrati in Europa e in Italia da altre nazioni. Partendo da questi presupposti Fillea Cgil e Federazione Fgs Familia, sindacato romeno, alla presenza del segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi, e Mercedes Landolfi, responsabile Politiche Internazionali, del presidente di Fgs Familia, Gheorghe Balaceanu, e di Ramona Mercedes Veleanu, vicepresidente, si impegnano a siglare un protocollo di collaborazione.

L’obiettivo è di sviluppare azioni comuni, parallele e/o congiunte di informazione e formazione a sostegno dei lavoratori romeni presenti in Italia o in procinto di emigrare nel nostro paese, così come dei lavoratori romeni che, dopo un periodo di lavoro in Italia, intendono tornare in Romania. “La concorrenza spietata tra le imprese, attraverso la massima contrazione dei costi di produzione, ha portato anche alla contrazione dei diritti e delle tutele dei lavoratori, primi fra tutti quelli stranieri. E’ soprattutto per i lavoratori migranti, infatti, spesso privi di relazioni familiari di prossimità e di relazioni sociali orizzontali, che la perdita del lavoro e la conseguente riduzione di reddito diventa drammatica, anche in termini di perdita di tutele e diritti”, spiega una nota.

I dati sull’occupazione nelle costruzioni in Italia evidenziano una fortissima presenza di lavoratori stranieri, quasi la metà del totale. Di questi, la percentuale proveniente dalla Romania arriva quasi dell’80%. “Oltre a questo, un importante numero di grandi imprese di costruzioni italiane scelgono di dirigersi verso mercati a più basso costo del lavoro, contribuzioni più basse, legislazioni sul lavoro o contratti nazionali più deboli o addirittura assenti”, sottolinea.

“Allo stesso tempo, imprese estere importano in Italia manodopera distaccata da altri paesi, producendo forti fenomeni di dumping retributivo, contributivo e sociale. Il settore delle costruzioni è attraversato da dinamiche a volte contrastanti, sempre più globalizzato all’estero e allo stesso tempo sempre più frammentato e parcellizzato nei paesi di origine”, prosegue. “E’ quindi necessario – avverte – realizzare alleanze e collaborazioni tra paesi di provenienza e destinazione, al fine di produrre risposte comuni ed integrate in termini di tutela individuale e collettiva dei lavoratori. Spesso i lavoratori migranti, soprattutto quelli provenienti dall’Est Europa, arrivano in Italia inconsapevoli dei propri diritti derivanti dalla legislazione del lavoro e dai contratti collettivi nazionali”.

Nello specifico, Fillea Cgil e Fgs Familia si impegneranno sulle seguenti tematiche: individuazione di percorsi informativi e formativi destinati alla crescita e formazione dei lavoratori, così come di quadri sindacali; conoscenza e approfondimento delle legislazioni in vigore nei rispettivi Paesi in tema lavoro, sicurezza sul lavoro e tutela dei diritti; iniziative finalizzate a contrastare i fenomeni del lavoro nero e tutti i tipi di sfruttamento, anche a livello territoriale e/o regionale, creando momenti condivisi di diffusione di informazioni.

E ancora: iniziative finalizzate a favorire una immigrazione consapevole, legale e controllata, a tutela delle condizioni di vita e lavoro dei lavoratori migranti e delle loro famiglie; promuovere l’inserimento e l’integrazione nei posti di lavoro, come nella società; reciproco sostegno, anche nell’ottica di incentivare il proselitismo e l’affiliazione alle federazioni firmatarie del presente protocollo; facilitare l’accesso della Federazione Fgs Familia alle aziende italiane presenti in Romania per lo sviluppo del parteneriato sociale; iniziative volte a riconoscere l’appartenenza dei membri sindacali iscritti in Italia ad entrambe le organizzazioni. Il protocollo verrà validato e/o aggiornato dalle parti sottoscriventi ogni due anni oppure ogni volta che sarà necessario.


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