Confsal ai partiti: “Ripartire da centralità lavoro”  

Scritto da il 26 febbraio 2018

Confsal ai partiti: Ripartire da centralità lavoro

Pubblicato il: 27/02/2018 13:52

“All’indomani delle elezioni, tutti i partiti siano concordi sul fatto che bisogna ripartire dalla centralità del lavoro, che a sua volta richiama alla centralità della persona che c’è dietro a ogni lavoratore”. E’ l’appello che lancia il segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, in occasione del convegno organizzato oggi, a Roma, dal sindacato autonomo, dal titolo ‘Lavoro, sviluppo economico, crescita sociale: idee Confsal’.

“Ripartire dalla centralità del lavoro e quindi della persona che c’è dietro ogni lavoratore – spiega a Labitalia – significa operare un cambio paradigmatico, nel senso che i principali istituti giuridici ed economici che riguardano i lavoratori, come la pensione, il Tfr, la retribuzione e l’orario di lavoro, devono essere implementati avendo come finalità la persona, cioè l’individuo con le sue esigenze”.

“Ovviamente, devono comunque considerare le compatibilità economiche. Però, il cambio paradigmatico che noi proponiamo è che le compatibilità economiche siano soltanto dei vincoli e non il fine degli istituti che riguardano i lavoratori. Per cui, una volta fissate le compatibilità, la norma deve essere scritta non solo alla luce delle scienze economiche, ma anche alla luce delle scienze umane, che studiano per definizione la persona nelle sue varie dimensioni, individuale, sociale e antropologico-culturale”, avverte.

“Quindi, questi progetti, fermo restando i saldi invariati, possono essere implementati – sottolinea il segretario generale della Confsal – in modo da rispecchiare le esigenze della persona che c’è dietro al lavoratore. Noi vediamo il lavoratore, infatti, sia come soggetto titolare di diritti collettivi sia come persona e quindi come individuo con specifiche esigenze e aspettative. E’ questo il messaggio che noi lanciamo: considerare l’individuo che c’è dietro ogni lavoratore nella scrittura di ogni norma: i ragionieri facciano il loro lavoro, ma bisogna poi lasciare alle parti sociali l’implementazione dei progetti che riguardano i lavoratori rappresentati”.

“Pensiamo che a partire da questi principi – sostiene Margiotta – si possa definire e proporre una nuova offerta di politica sindacale. Pensiamo che l’attuale modello di rappresentanza dei lavoratori, soprattutto messo in campo dalla triplice sindacale, sia ormai superato e presenti segnali di crisi. A fronte di questa crisi di rappresentanza, noi vogliamo proporre ai lavoratori, appunto, un modello alternativo basato su questi valori della persona”.

E, per il segretario generale della Confsal, “ripartire dalla centralità del lavoro significa anche difendere le ricchezze prodotte dal lavoro stesso e fare in modo che lo Stato sottragga il meno possibile da esse, per evitare questo ‘pellegrinaggio’ delle risorse che nel loro viaggio si assottigliano e soprattutto non ritornano al circuito produttivo”. “Quindi, bisogna rivedere anche il rapporto fra fisco e aziende in crisi, che non devono essere supportate a spese dei lavoratori ma devono poter godere della solidarietà dello Stato, che in periodi determinati può anche astenersi dal prelievo verso queste aziende affinché non escano dalla crisi con la solidarietà dei lavoratori ma con quella dello Stato”, conclude.


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