“Non m’importa delle parole di Di Maio”  

Scritto da il 26 febbraio 2018

Non m'importa delle parole di Di Maio

Il sindaco di Bagheria a una manifestazione recente

Pubblicato il: 27/02/2018 14:18

Monta la polemica a Bagheria (Palermo) dopo la richiesta di rinvio a giudizio del sindaco grillino Patrizio Cinque, per falso, turbativa d’asta e abuso d’ufficio, sospeso dal M5S ma fino a pochi giorni fa presente a una kermesse elettorale. Anche se ieri sera, come documenta un video di Repubblica Palermo, il leader Luigi Di Maio, uscendo dal Teatro Biondo di Palermo, ha detto che “Cinque è fuori dal Movimento”.

Questa mattina le chat sono roventi e anche su Facebook è l’argomento del giorno. Suscitano scalpore le parole scritte dal Presidente del Consiglio comunale, il grillino Marco Maggiore. Sollecitato da un bagherese che chiede le sue dimissioni (“Coerenza vorrebbe che il sindaco si dimettesse subito o che i consiglieri grillini lo sfiduciassero in caso contrario. Coerenza vorrebbe che gli assessori si dimettessero. Coerenza vorrebbe che il Presidente Marco Maggiore si dimettesse. Coerenza, appunto… questa sconosciuta in casa grillina”), Maggiore replica così: “Io sono il presidente del Consiglio Comunale di Bagheria, non il presidente del Movimento 5 Stelle… Dal 9 marzo 2017 ho sempre cercato di agire in funzione di una carica che esige rispetto. Di Maio può essere il capo politico del mio movimento ma per me viene dopo l’ultimo dei cittadini bagheresi. Delle sue parole m’importa fino ad un certo punto”.

Parole che, però, fanno storcere il naso a qualcuno del M5S, come apprende l’Adnkronos. Saro Di Paola, continuando la discussione social sulla bacheca del consigliere comunale Pd Emanuele Tornatore, risponde a Maggiore: “Ma rimani sempre un Presidente eletto dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle. Capirai bene che il problema politico c’è quanto una enorme casa… opsss… pardon…. cambiamo discorso”. E conclude: “Dico: se il M5S rinnega il sindaco grillino politicamente il gruppo consiliare grillino dovrà dire qualcosa, o no?”.

E Maggiore: “Rimango un presidente eletto da una maggioranza in aula. Se questo non è più contemplato nelle istituzioni democratiche, ripeto, i miei colleghi hanno gli strumenti per chiedere la mia sfiducia”. E Saro Di Paola gli replica: “Ma ci mancherebbe. Eletto da una maggioranza dei grillini. E la maggioranza dei grillini dovrà dire e fare qualcosa. Anche questa è democrazia. Altrimenti sarebbe l’ennesima farsa e sarete complici fino in fondo di quanto sta accadendo. Non venite poi, all’ultimo minuto, a dire che voi siete diversi cercando qualche patente di presentabilità postuma e tardiva”.

Intanto continuano a circolare sui social molte foto in cui si vede Cinque, che si autosospese dopo la notizia dell’indagine a suo carico, che partecipa a diverse manifestazioni organizzate dal M5S. Fino a pochi giorni fa, quando – come testimonia una fotografia diventata virale sui social – Cinque è salito su un palco a Bagheria a presentare i candidati grillini alla Camera e al Senato. Oppure, quando a ottobre andò a manifestare contro l’approvazione della legge elettorale postando una bandiera con il simbolo del M5S. Eppure, Luigi Di Maio, lasciando Palermo ha ribadito che Cinque “è fuori dal movimento”.


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