Riapre il Santo Sepolcro 

Scritto da il 26 febbraio 2018

Santo Sepolcro, Netanyahu fa marcia indietro

(Afp)

Pubblicato il: 27/02/2018 17:00

Le autorità israeliane hanno fermato i provvedimenti che avevano causato la chiusura del Santo Sepolcro, come atto di protesta delle Chiese cristiane. Il governo ha congelato la controversa proposta di legge che aveva scatenato la crisi e la municipalità di Gerusalemme ha rinviato la raccolta delle tasse. Il capo del governo Benyamin Netanyahu e il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat hanno affidato ad una squadra guidata dal ministro della Cooperazione Regionale Tzachi Hanegbi il compito di trovare una soluzione soddisfacente per tutti, riferisce un comunicato dell’ufficio del primo ministro, citato dai media israeliani.

“Israele è orgoglioso di essere l’unico paese del Medio Oriente dove cristiani e fedeli di tutte le fedi godono di libertà di culto e religione. Israele è la casa di una fiorente comunità cristiana e accoglie i suoi amici cristiani di tutte le parti del mondo“, si legge nel comunicato dell’ufficio di Netanyahu.

Il team guidato da Hanegbi discuterà con i leader delle confessioni cristiane sia la questione fiscale che la legge sull’esproprio dei terreni di Gerusalemme venduti dalle Chiese. Nel frattempo tutto verrà sospeso. Le tasse arretrate che il comune di Gerusalemme esigeva, pari all’equivalente di 53 milioni di euro, riguardavano i beni della chiesa diversi dai luoghi di culto.

La legge in discussione alla Knesset autorizzava il governo ad espropriare terreni di Gerusalemme venduti dalle chiese. La maggior parte dei terreni, per un totale di circa mezzo chilometro quadrato, si trova in quartieri centrali di Gerusalemme ed è stata venduta a società immobiliari a partire dal 2010. Il provvedimento, nota Haaretz, era insolito dal punto di vista della giurisprudenza in quanto veniva ad incidere in modo retroattivo su contratti finalizzati anni prima.

Le autorità israeliane cercano così di chiudere una vicenda che rischiava di provocare gravi tensioni e incidere negativamente sul fiorente turismo religioso ad un mese dalla Pasqua. La chiusura indefinita del Santo Sepolcro, una misura senza precedenti, era stata annunciata domenica dalla Chiesa cattolica, la chiesa greco ortodossa e la Chiesa Armena apostolica.

Il documento congiunto diffuso dal Custode della Terrasanta Francesco Patton, il Patriarca greco ortodosso Teofilo III e il Patriarca armeno Nourhan Manougian parlava di “flagrante violazione dello status quo” religioso di Gerusalemme e di “rottura degli accordi esistenti e gli obblighi internazionali”, denunciando una “campagna sistematica di abusi contro le Chiese e i Cristiani”.

CUSTODE TERRA SANTA – “Dopo questo comunicato del primo ministro dobbiamo concordare con Theophilos III, patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, e Nourhan Manougian, patriarca armeno, una risposta comune che arriverà nelle prossime ore. Stiamo lavorando. Si tratta di una notizia positiva che apprezziamo molto”. Lo ha detto al Sir padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa, commentando la decisione del governo israeliano.

Un preludio alla riapertura della basilica del Santo Sepolcro? “Direi di sì” la risposta del Custode, che conclude: “Tra qualche ora saremo in grado di dare una risposta su questo. Per il momento abbiamo bisogno di accordarci come comunità”.


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