“Sesso in cambio di aiuti in Siria” 

Scritto da il 26 febbraio 2018

Sesso in cambio di aiuti in Siria

Immagine di repertorio (Afp)

Pubblicato il: 27/02/2018 10:50

Sesso in cambio di aiuti. Sarebbe successo in Siria, dove le donne sarebbero state costrette a prestazioni sessuali da parte di uomini che distribuivano aiuti a nome delle Nazioni Unite o di altre organizzazioni caritatevoli. Lo denuncia la Bbc, mentre le Agenzie Onu e le altre organizzazioni internazionali hanno annunciato tolleranza zero nei confronti di chi avrebbe commesso abusi.

IL RACCONTO – Alcuni operatori umanitari hanno raccontato alla Bbc che gli abusi sarebbero così diffusi che alcune donne siriane si starebbero rifiutando di recarsi nei centri di distribuzione degli aiuti per il timore di richieste di prestazioni sessuali e per la convinzione diffusa tra la gente che, se fossero tornate a casa con gli aiuti, questa prestazione sarebbe avvenuta.

GLI ABUSI – Danielle Spencer, consulente umanitaria che lavora per un ente di beneficenza, ha detto alla Bbc che alcune agenzie umanitarie stanno chiudendo un occhio sugli abusi in quanto si stanno servendo di organizzazioni terze e funzionari locali per distribuire aiuti in zone pericolose della Siria dove lo staff internazionale non può avere accesso.

SIRIA – L’anno scorso l’Unfpa, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, ha condotto una valutazione sulle violenze di genere nella regione e concluso che l’assistenza umanitaria è stata offerta in cambio di prestazioni sessuali in varie province della Siria.

IL DOSSIER – Il rapporto, intitolato ‘Voci dalla Siria 2018’, parla di ”esempi di donne e ragazze sposate a funzionari per un breve periodo per ‘sesso’ per poter ricevere dei pasti; gli addetti alla distribuzione di aiuti chiedono i numeri di telefono di donne e ragazze; danno loro aiuti ‘con qualcosa in cambio’ o distribuiscono aiuti ‘in cambio di una visita a casa loro’ o ‘in cambio di una notte con loro”’.

LE DONNE – Inoltre il rapporto spiega che ”le donne e le ragazze ‘senza un protettore uomo’, come le vedove e le divorziate o le sfollate, sono particolarmente vulnerabili allo sfruttamento sessuale”.

2015 – Il fenomeno dello sfruttamento sessuale in cambio di aiuti è stato denunciato la prima volta tre anni fa. La Spencer ha ascoltato le accuse di donne siriane in un campo profughi in Giordania nel marzo del 2015. ”Erano sconvolte. Gli aiuti venivano distribuiti in cambio di sesso”, aveva denunciato Spencer.

AMMAN – Qualche mese dopo, nel giugno del 2015, l’International Rescue Committee aveva denunciato che su 190 donne e ragazze a Dara’a e Quneitra circa il 40% aveva subito violenza sessuale mentre cercavano di avere assistenza, tra cui aiuti umanitari. ”La violenza sessuale aveva una diffusione preoccupante, anche nella distribuzione di aiuti umanitari” aveva denunciato l’organizzazione. Le denunce furono presentate alle Agenzie Onu e alle organizzazioni caritatevoli internazionali in una riunione organizzata dall’Unpfa ad Amman il 15 luglio 2015.

OXFAM – Una portavoce di Oxfam ha raccontato che l’organizzazione non ha lavorato con i consigli locali per la distribuzione di aiuti nel sud della Siria: “Il nostro lavoro in Siria è stato in gran parte focalizzato sulla fornitura di hardware su larga scala per la distribuzione di acqua alle comunità siriane, piuttosto che indirizzare gli aiuti a individui o famiglie specifiche – ha detto -. Non abbiamo ricevuto denunce di sfruttamento sessuale intorno alla consegna degli aiuti nel 2015, ma abbiamo una politica di tolleranza zero in merito”.

UNHCR – Un portavoce dell’Unhcr ha parlato di informazioni insufficienti per adottare provvedimenti contro persone o organizzazioni accusate di sfruttamento sessuale delle donne in Siria. Tuttavia l’Unhcr ha commissionato una nuova inchiesta per avere maggiori informazioni e adottare misure di prevenzione e di segnalazione.


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