“Brucia all’inferno”, l’odio contro il carabiniere killer  

Scritto da il 1 marzo 2018

Brucia all'inferno, l'odio contro il carabiniere killer

Luigi Capasso (Foto da Facebook)

Pubblicato il: 02/03/2018 16:44

“Puoi bruciare nelle viscere dell’inferno, solo questo posso augurarti” scrive Rosario. “Bruciatelo in chiesa” gli fa eco Adriano. “Non doveva essere fatto il funerale” suggerisce qualcun altro. Sono commenti carichi d’odio quelli che continuano ad apparire sulla pagina Facebook di Luigi Capasso, l’appuntato scelto che mercoledì ha sparato alla moglie e ucciso le sue due figlie, prima di togliersi la vita.

Da giorni il profilo social dell’uomo è stato preso di mira da diversi utenti che l’hanno ricoperto di insulti, minacce e improperi. Una violenza verbale e una ferocia inaudita che non riescono a placarsi.”Che tu possa essere maledetto” scrivono in molti. “Dovrebbero farlo a pezzi con una motosega e con i suoi resti dare da mangiare ai maiali” osserva qualcun altro. Eppure mercoledì mattina, sempre via social, diverse persone avevano provato a convincere Luigi ad arrendersi. Tentativi vani, come quelli dei negoziatori che per ore hanno cercato di far desistere il 43enne.

Sul suo profilo, maledizioni e parolacce ormai non si contano più e compaiono sotto ogni suo post. “Niente pietà per te, bastardo – scrive Rossella lampidaria – hai ucciso due angeli, fai schifo. Non eri un padre ma un mostro. Non hai mai voluto bene ai tuoi figli, perché non ti sei impiccato prima? Brucia all’inferno, uomo di mer…”. Anche Sara non usa mezzi termini: “Devi bruciare all’inferno, schifoso, non meriti neanche il funerale, il corpo dato in pasto ai maiali”. “Io andrei ai funerali solo per vedere dove viene sotterrato – commenta Ermes – per poi pisc… sopra”.

Diversi utenti puntano invece il dito contro Facebook per via dell’account commemorativo di Capasso. “In memoria di chi??? – si chiedono in molti -. Ha ucciso le figlie e ferito gravemente la moglie, che vergogna. Stai a vedere che adesso la vittima è lui”. Gli account commemorativi, spiega il social network – permettono infatti ad amici e famiglia di raccogliere e condividere ricordi di una persona deceduta.Se a Facebook viene comunicato il decesso di una persona, la nostra procedura prevede che l’account venga reso commemorativo.

E mentre la gogna social va avanti, c’è chi, scioccato dalla ferocia dei commenti, prova a mettere un freno a odio e ingiurie. “Ma veramente state così? – scrive Maele – Sembrate un gregge di frustrati, segnatevi in palestra per sfogarvi, tanto lui è morto e le uniche persone che leggeranno questo profilo saranno parenti innocenti che non meritano altro dolore”. Dello stesso avviso, Elio: “Ma che senso ha insultare una persona deceduta? Sarà il Gesù a giudicarlo no? – chiosa -. Cosa andate a fare in chiesa la domenica se poi insultate e ingiuriate il prossimo?”


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