Lombardia, una poltrona per sette  

Scritto da il 1 marzo 2018

Lombardia, una poltrona per sette

Pubblicato il: 02/03/2018 16:02

Giorgio Gori (centrosinistra), Attilio Fontana (centrodestra), Massimo Gatti (Sinistra per la Lombardia), Dario Violi (M5S), Giulio Arrighini (Grande Nord), Onorio Rosati (LeU), Angela De Rosa (CasaPound). Sono i candidati alla presidenza della Regione che si contenderanno lo scranno più importante di Palazzo Lombardia il prossimo 4 marzo. Sono oltre 7,8 milioni i lombardi chiamati a scegliere il successore di Roberto Maroni alla guida di Palazzo Lombardia, esprimendo la propria preferenza sulla scheda verde con la possibilità del voto disgiunto. A sostenere i candidati di punta, Gori e Fontana, due coalizioni. Per il primo Pd, Lista Gori, Obiettivo Lombardia per Gori, Insieme, Lombardia Progressista +Europa e Civica Popolare. A fianco di Fontana Lega, Forza Italia, FdI, Noi con l’Italia, energie per la Lombardia e Pensionati. In alcune province viene presentata anche la lista civica Fontana Presidente. Nel dettaglio la carta d’identità degli aspiranti governatori e loro proposta politica.

GIORGIO GORI – Candidato del centrosinistra, nasce a Bergamo il 24 marzo del 1960. Dopo una laurea in architettura e qualche anno di giornalismo, approda a Mediaset a 24 anni, prima a ReteQuattro e poi a Canale 5. Diventa responsabile a soli 29 anni delle tre reti Mediaset, quindi direttore di Canale 5, poi di Italia Uno e ancora, di nuovo, di Canale 5. Nel 2001 lascia Cologno Monzese e dà vita a Magnolia, società di produzione che gestisce per 10 anni insieme a Ilaria Dallatana e Francesca Canetta. Nuovo cambio di rotta nel 2011, quando inizia a dedicarsi alla politica. E’ l’anno in cui conosce Matteo Renzi e con lui condivide le prime Leopolde e le primarie del 2012. Si candida alle parlamentarie del Pd a Bergamo, ma non ottiene i voti utili. La delusione rappresenta la spinta decisiva per impegnarsi ancora di più in politica. Fonda un’associazione. Da lì nasce una lista civica e la candidatura a sindaco di Bergamo, sostenuto da un’ampia coalizione formata partiti del centrosinistra e da liste civiche. Mentre è primo cittadino ufficializza il 20 novembre scorso la propria candidatura alle regionali. Il 21 gennaio inaugura in corso Buenos Aires il comitato elettorale. Inizia quindi il tour elettorale: 100 tappe e 26mila chilometri negli angoli più remoti e nelle città della Lombardia. Questa sera la chiusura della campagna con un comizio al Teatro Franco Parenti di via Pier Lombardo alle 20. “Fare Meglio, Insieme” il claim che lo ha accompagnato negli ultimi 100 giorni. Welfare, lavoro, start up, salute lotta allo smog i punti cardine del suo programma, con una specifica, che non prevede nessun altro candidato, relativa alla riconversione delle auto in elettriche, a metano e ibride. In particolare, Gori mira a raddoppiare l’assistenza domiciliare alle persone non autosufficienti che in Lombardia sono 400mila. Rivoluzione sul fronte della sanità con la cancellazione delle liste di attesa e i pazienti cronici che avranno il medico di famiglia come riferimento. Sul fronte delle giovani imprese, azzeramento dell’Irap per i primi tre anni di attività. per quanto riguarda il lavoro, il programma prevede l’azzeramento dei contributi per le assunzioni di giovani in attività innovative. Per combattere lo smog Gori prevede entro il 2025 di convertire il 20% del parco auto circolante in elettriche, ibride e a metano, prevedendo misure in aiuto di chi non se lo può permettere.

MASSIMO GATTI – Candidato di Sinistra per la Lombardia, nasce a Milano il 12 maggio del 1956. Laureato in giurisprudenza, dal 1975 al 1982 è componente della direzione provinciale milanese della Federazione Giovanile del Pci. Sindaco di Paullo, comune del milanese da settembre 1985 a giugno 2004, mentre dal 1995 al 1999 è presidente dell’Assemblea del Consorzio di formazione professionale del Sud-Est Milanese. Presidente di Cap Gestione dal 2004 al 2008 e fino al 2012 ènel cda di Amiacque. Sono anni in cui fa parte anche del Comitato Direttivo di Federutility e della Giunta di Confservizi Lombardia. Dal 3 febbraio 2009 al 31 maggio 2012 è consigliere di Ape (Acqua Pubblica Europea). Nel 2011 partecipa in prima linea alla battaglia referendaria (vinta) per la difesa dell’acqua pubblica. L’impegno per il sistema idrico gli è valso anche l’Ambrogino d’Oro della città di Milano nel 2006. L’attività politica lo vede consigliere provinciale di Milano per due mandati prima con i Ds e poi con Sinistra Democratica. Dal 2009 al 2014 con il Gruppo Lista Civica Un’Altra Provincia-Partito della Rifondazione Comunista-Partito dei Comunisti Italiani. Tappe serrate anche per l’ultimo giorno di campagna elettorale: a Lentate Sul Seveso questa mattina, a Settala nel pomeriggio e chiusura di campagna queta sera alle 19 al Circolo Sempre Avanti di Novate Milanese. Reddito minimo garantito tra i punti programmatici di Gatti, che lo vuole collegato a percorsi di formazione e avviamento al lavoro, affiancato da forme indirette di sostegno come l’accesso gratuito a una serie di servizi. per quanto riguarda la Sanità, abolizione di ticket e tempi di attesa. Inoltre, abolizione dell’affidamento dei malati cronici a gestori provati. Edilizia residenziale pubblica altro punto del manifesto elettorale con un piano di ristrutturazione di case inagibili e recupero di aree dismesse.

DARIO VIOLI – Candidato del Movimento 5 Stelle, lanciato il 25 novembre scorso a conclusione delle regionarie, ha 32 anni ed è nato a Lovere, in provincia di Bergamo. Laureato in Scienze politiche e specializzato in cooperazione internazionale, collabora in Bosnia e Albania con educatori dell’infanzia e nel 2009 con la Caritas argentina. Da gennaio 2010 e fino all’elezione in consiglio regionale lavora con un associazione di imprenditori e si occupa di scrittura e gestione di progetti innovativi per start up. Dal 2013 è portavoce del M5S in consiglio regionale e membro delle commissioni sanità e politiche sociali, attività produttive e lavoro e della commissione speciale per il Riordino delle autonomie locali. Durante la campagna elettorale ha lanciato una vera e propria maratona che si è chiusa con un comizio a Sesto san Giovanni, in cui ha lanciato l’appello a “lasciarci finalmente alle spalle le chiacchiere e le promesse vuote dei partiti”. Edilizia residenziale pubblica e appartamenti sfitti nel programma di Violi che fa riferimento a un piano di manutenzione e ristrutturazione cui verrà destinato l’1% del bilancio regionale. Nel programma del candidato pentastellato anche la salute, con la abolizione immediata del superticket regionale e la rimodulazione del contributo in base al reddito. Per sconfiggere le liste d’attesa, introduzione del centro unico di prenotazione e ticket aggiuntivo per scoraggiare le doppie o triple prenotazioni. Sul fronte del sostegno all’economia, il programma prevede la definitiva abolizione dell’Irap attraverso la progressiva riduzione dell’aliquota a favore delle pmi e semplificazione fiscale. E ancora lotta alla corruzione con l’istituzione di un pool anticorruzione e l’introduzione dell’interdittiva anticorruzione.

GIULIO ARRIGHINI – Militante della Lega Lombarda poi Lega Nord a Brescia, Giulio Arrighini, candidato per il Grande Nord, è tra i fondatori e poi segretario provinciale e cittadino dello stesso movimento fino al 1992, anno in cui diventa membro della Camera dei deputati nel corso della XI Legislatura. Nel 1999 lascia la Lega Nord in dissenso con la linea politica delle segreteria federale e tre anni più tardi, nel 2002, aderisce alla Lega Padana di Roberto Bernardelli. Nel 2011, con la fine del governo Berlusconi, fonda, insieme ad alcuni fuoriusciti della Lega Nord in dissenso con la linea del partito tra i quali Roberto Bernardelli, il movimento Unione Padana con l’obiettivo di ritornare alle origini dell’autonomismo leghista. Il movimento assume poi nel 2013 la denominazione di Indipendenza Lombarda presentandosi alle successive elezioni amministrative ed eleggendo alcuni consiglieri nelle provincie di Brescia, Milano, Cremona e Bergamo. Nel maggio 2017 fonda il movimento politico Grande Nord con Roberto Bernardelli e Fabio Toffa (co-fondatori di Indipendenza Lombarda), Marco Giovanni Reguzzoni, Francesca Martini e Oreste Rossi (ex Lega Nord) Luca Azzano Cantarutti (già presidente di Indipendenza Noi Veneto – Noi Veneto Indipendente). Chiusura di campagna questa mattina all’Hotel cavalieri di Milano, nello stesso luogo dove l’avventura elettorale è iniziata. Il programma prevede la riduzione del numero dei parlamentari da 630 a 100 (Camera dei deputati) e da 315 a 40 (Senato della Repubblica). Sul fronte del fisco la ricetta di Arrighini è per una semplificazione totale con due sole aliquote, con l’eliminazione della selva delle detrazioni, e l’evasione che diventa reato penale. Azzeramento dell’Iva sulla prima casa e 15% delle altre. per le partite iva e società il programma prevede la detraibilità di ogni spesa. E ancora, condono fiscale tombale e fine dei monopoli con l’uscita dello Stato dall’economia. Sul fronte dell’immigrazione, contratto di lavoro o accompagnamento alla frontiera per i non regolari; semplificazione del visto ma mantenimento del reato di immigrazione irregolare. Per il lavoro un solo contratto, con incentivi per l’impresa al tempo indeterminato e al part-time, soprattutto per genitori.

ONORIO ROSATI – Candidato di LeU, 50 anni, inizia la propria carriera sindacale nel 1986, da delegato prima dell’Asst e successivamente di Telecom, per diventare stato segretario generale della Camera del Lavoro di Milano nel 2006. Nel 1990 entra a far parte della segreteria della Filpt Cgil di Milano dove segue il comparto poste e telecomunicazioni e nel 1996 viene eletto nella Segreteria della Cgil Funzione Pubblica per diventarne segretario generale: Amsa e Vigilanza urbana le vertenze più difficili di cui si è occupato. Nel 2006 viene eletto segretario generale della Camera del Lavoro. Durante il mandato sottoscrive importanti accordi quali quello con Assolombarda per la costituzione di un osservatorio sul lavoro; la fondazione welfare con il Comune di Milano; il protocollo per la sicurezza e la legalità nei cantieri sottoscritto con Prefettura e Ministero del lavoro; l’osservatorio sociale mafie; il protocollo contro il lavoro nero nei cantieri di Rho Fiera. Viene eletto consigliere regionale nel febbraio 2013 con il Pd, che lascia nel marzo 2017 entrando nel gruppo misto per aderire ad Articolo 1 MDP prima e Liberi e Uguali poi. Per luic chiusura di campagna elettorale all’Arci Corvetto con Laura Boldrini e Francesco Laforgia. Tra i punti programmatici di Liberi e Uguali, il diritto al lavoro soprattutto per giovani e donne; le tutele del mondo del lavoro in tutti i suoi aspetti; una task force dedicata alle grandi crisi aziendali e contrato alle delocalizzazioni. In ambito sanitario, Rosati prevede di rilanciare la prevenzione, il fondo per la non autosufficienza a sostegno delle famiglie, le ‘case della salute’, per qualificare servizi pubblici territoriali alternativi al ricovero ospedaliero. Per ridurre la povertà, il programma di LeU indica l’introduzione di un reddito minimo garantito, mentre per il diritto alla casa è previsto il censimento del patrimonio edilizio pubblico esistente, un piano per la sua riqualificazione e la sua completa e ordinata assegnazione in tempi brevissimi, svuotando le liste d’attesa. Anche per Rosati la mobilità deve essere green, grazie allo sviluppo di un moderno sistema regionale di trasporto su rotaia integrato con la metropolitana e dotato di parcheggi.

ATTILIO FONTANA – Candidato del centrodestra, laureato in Giurisprudenza, dal 1980 è titolare di uno studio professionale a Varese. Esponente della Lega Nord, dal 1995 al 1999 è sindaco del comune di Induno Olona. Nel 2000 è stato eletto consigliere regionale della Lombardia, venendo poi eletto presidente del Consiglio regionale, carica che manterrà fino al 2005. Viene eletto sindaco di Varese al primo turno delle elezioni comunali nel 2006, con il 57,8% dei voti. Riconfermato al ballottaggio del 2011 con il 53,89%, resta in carica fino al 19 giugno 2016. È stato presidente di Anci Lombardia, sostituito nella carica da Roberto Scanagatti, allora sindaco di Monza. A inizio 2018, dopo la rinuncia da parte di Roberto Maroni a ricandidarsi, diventa ufficialmente il candidato presidente del centrodestra alle elezioni regionali in Lombardia. Welfare, casa, sicurezza, azzeramento dell’affitto oltre il 70esimo anno di età. Questi i punti programmatici del centrodestra che punta ad assicurare nidi gratis per tutti i nuovi nati. Questo per consentire alle madri di reinserirsi nel mondo lavorativo in tempi utili. Sempre in tema di sostegno alle persone in difficoltà, Fontana prevede di accorpare le risorse dedicate alla disabilità e alla non autosufficienza, nell’ottica di aiutare l’interno nucleo famigliare. Azzeramento dell’affitto per tutti coloro che non sono colpevolmente morosi, oltre i 70 anni di età. E ancora, sicurezza, soprattutto sui treni e all’interno delle stazioni con un sistema di videosorveglianza in grado di riprendere e di allertare le centrali operative delle forze dell’ordine. Inoltre, più potere ai sindaci in materie di sicurezza e militari in strada. Fontana chiuderà la campagna elettorale nel tardo pomeriggio, alle 17.30, al centro commerciale Bonola di via Quarengo.

ANGELA DE ROSA – Portavoce milanese di CasaPound Italia, 45 anni, laureata in Scienze politiche, giornalista pubblicista, ha alle spalle esperienze politiche a livello amministrativo a Novate Milanese dove ha ricoperto prima l’incarico di consigliere comunale e poi quello di assessore alla Pubblica istruzione, cultura e politiche giovanili. All’interno del movimento della tartaruga è responsabile regionale e membro del coordinamento nazionale Enti locali. Lo slogan della campagna per le regionali lombarde ha ripreso quello che CasaPond ha scelto per le politiche: “Prima gli italiani”. Tra le priorità di De Rosa ci sono il contrasto all’immigrazione, il diritto alla casa e allo studio e un mutuo sociale a sostegno della natalità “Oggi – ha detto De Rosa – c’è una discriminazione nei confronti degli italiani che non è più tollerabile. La Lombardia è centro accoglienza più grande di Europa per l’invasione dei migrati. La Regione deve ritrovare la capacità di fare da coordinamento ai sindaci che non ha strumenti per affrontare l’emergenza”. In tema di alleanze in CasaPound corre da sola con lo volontà “di non delegare le nostre nostre battaglie o altri gruppi o movimenti”. Sul risultato elettorale De Rosa non si è sbilanciata ma non nasconde che l’obiettivo è “di entrare in Regione”. Per farlo CasaPound dovrà supere la soglia di sbarramento fissata al 3%.


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