World Wildlife Day, felini in pericolo  

Scritto da il 1 marzo 2018

World Wildlife Day, felini in pericolo

(Wwf)

Pubblicato il: 02/03/2018 13:17

Clima, bracconaggio, traffico illegale, distruzione di habitat. Queste le minacce per tigri, leoni, leopardi delle nevi, giaguari, linci e gatti selvatici. Sabato 3 marzo l’Onu celebra la Giornata mondiale della fauna selvatica, di cui il Wwf è partner internazionale, e l’emergenza lanciata per questa edizione è la conservazione dei grandi felini.

Sono circa 40 le specie di felini che popolano quasi tutti i continenti, ma alcuni più di altri sono gravemente in pericolo. Questi animali sono predatori al vertice delle catene alimentari e salvarli significa proteggere un’intera e complessa rete vitale, un valore ‘natura’ degli habitat popolati da questi animali che si misura in benefici alle comunità locali, sicurezza idrica e molto altro.

E anche se restano ancora grandi sfide nel proteggere i grandi felini del nostro Pianeta, la ricerca dimostra che gli sforzi di conservazione stanno funzionando. Nel 2016, il Wwf ha celebrato un aumento del numero di tigri in diverse porzioni del suo areale, per la prima volta nella storia della conservazione. Questa settimana, poi, tutti gli Stati che ‘ospitano’ il giaguaro si incontreranno per la prima volta presso il quartier generale delle Nazioni Unite a New York, per impegnarsi a proteggere il futuro della specie.

Il Wwf ha elencato 7 situazioni (di cui 2 in Italia) più gravi su cui è urgentissimo intervenire:

Uccisi per vendetta, leopardi delle nevi in pericolo. Oltre ai cambiamenti climatici, che stanno riducendo l’habitat di questo grande felino asiatico, molti allevatori si vendicano della perdita del loro bestiame uccidendo centinaia di esemplari di leopardo (Panthera uncia), oggi presente con poco più di 2.500 adulti riproduttivi in 12 Paesi dell’Asia centrale e meridionale.

Non solo armi da fuoco, in Asia ne uccidono di più i cavi delle bici. Fili e cavi come quelli usati nelle biciclette vengono nascosti tra il fogliame sotto forma di lacci mortali: una piaga che sta dilagando in Asia e che colpisce in particolare i grandi felini. Secondo i dati del Wwf, i rangers che sorvegliano gli habitat delle tigri raccolgono ogni anno centinaia di migliaia di trappole mortali nelle aree protette dell’Asia e questa è probabilmente solo la punta dell’iceberg.

Tigri di allevamento, come camuffare il commercio illegale. Oggi si stima che siano rimaste appena 3.900 tigri (Panthera tigris) in natura in tutta l’Asia, in un territorio vastissimo, dai paesaggi innevati della Russia alle giungle tropicali dell’Indonesia. Più del doppio invece, almeno 8.000, sono le tigri negli allevamenti di Cina, Thailandia, Laos e Vietnam. Questi allevamenti, però, possono nascondere il commercio di parti del corpo dell’animale. Ogni parte della tigre, dai baffi alla coda, è ancora molto richiesta per prodotti medicinali o status symbol che spesso vengono commerciati illegalmente.

Leoni scambiati per prodotti di tigre. La rarità della tigre in natura rende sempre più difficile soddisfare la domanda incessante di prodotti illegali derivati da questa specie: recentemente si è scoperto che le ossa del leone (Panthera leo) vengono usate come surrogato, data la somiglianza nella densità ossea delle due specie. Oltre ad alimentare la domanda di prodotti selvatici illegali, questa escalation del mercato sta creando un’ulteriore minaccia per i leoni, una specie che ha visto i numeri crollare di oltre il 40% nelle ultime tre generazioni a causa della perdita di habitat e dei conflitti con le popolazioni locali.

Il ‘nemico’ del giaguaro: allevamenti di bestiame minacciano il più grande felino d’America. Il giaguaro (Panthera onca), il felino più grande del continente americano, attualmente vive in meno della metà del suo habitat storico, sebbene il suo carattere elusivo ne renda difficile una stima accurata. La distruzione dei suoi territori, dovuta alla bonifica di terreni per far spazio a grandi allevamenti di bestiame e piantagioni industriali, è una grave minaccia per la sopravvivenza della specie, insieme alla crescente domanda di ossa e altri prodotti.

I felini di casa nostra: linci e gatti selvatici. Forse vivono ancora meno di 10 esemplari di lince (Lynx lynx) in tutta Italia, provenienti in gran parte dalle più abbondanti popolazioni slovena e svizzera: un numero davvero esiguo per una specie così importante negli equilibri dei territori naturali. Mentre la cugina spagnola (Lynx pardinus) dopo aver rischiato l’estinzione sta finalmente dando segni di ripresa, nel nostro paese la mancanza di corridoi naturali, la frammentazione del territorio e le trappole sono un rischio concreto.

Una specie tutta da studiare e proteggere. Un altro felino altrettanto elusivo è il gatto selvatico (Felis silvestris): per questo animale, sebbene più comune della lince, mancano ancora censimenti esaustivi. Nei territori in cui opera, il Wwf sostiene le comunità locali per sviluppare soluzioni ‘a prova di predatore’, incoraggiando la creazione di aree da destinare alle specie naturali dei felini e garantendo rimborsi in grado di compensare la perdita di bestiame.


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