“Caro Matteo, vattene”  

Scritto da il 4 marzo 2018

Caro Matteo, vattene

(Fotogramma)

Pubblicato il: 05/03/2018 10:57

Delusione e rabbia. A meno di 12 ore dalla chiusura dei seggi, è catastrofe per il Partito Democratico che adesso si ritrova faccia a faccia con il suo incubo peggiore, il minimo storico dei consensi. Una vera e propria Caporetto per i vertici dem, con il segretario Renzi ‘desaparecido’ ormai da alcune ore e i fedelissimi costretti ad ammettere tracollo e sonora sconfitta già dai primi exit poll. Un incubo che si è materializzato non solo fra funzionari, deputati e senatori del partito ma anche, e soprattutto, fra gli elettori dem.

Tanta, tantissima, la delusione che si riversa come di consueto sui social. E a dominare fra i sostenitori del partito che hanno deciso di rivolgersi a Renzi sui suoi profili web, è la richiesta di dimissioni. Tra qualche supporter dai toni consolatori e una valanga di avversari cinquestelle arrivati a sfottere il segretario in declino, spuntano infatti i commenti di quegli elettori del partito, increduli e arrabbiati, decisi a puntare il dito contro Renzi e la sua “gestione personalistica e fallimentare” di quello che “non è più un partito, ma il fantasma del partito che tu hai ucciso“.

Un partito che, visto dai commentatori, “non serve risanare” perché “è un segnale importante quello elettorale e devi onestamente pensare a fare un passo indietro… la responsabilità della sconfitta – si legge – è soltanto tua”. Un’opinione condivisa da tanti altri, che ora si appellano al “buon senso” del segretario: “Dopo il risultato disastroso di stanotte… Caro Matteo – scrive fra gli altri Luca – forse è meglio che ti dimetti per il bene del partito. Hai fatto molte cose giuste, ma dalla caduta del governo – sentenzia – non ne hai azzeccata più una”.

“Il 4 Dicembre – colpisce duro Gianluca – avevi fatto finta di non capire, ora dopo il 4 Marzo mi sembra ti sia stato spiegato meglio. Vediamo se ti è rimasta un briciolo di dignità”. E se anche per Corrado è “il momento di essere dignitosi. Fai il gesto e poi forse si può ricostruire dalle macerie che hai lasciato“, Giorgio mette il dito nella piaga: “Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso… capirà ora – si chiede – che l’unica mossa “onorevole” è il dimettersi da segretario?”.

Nel mezzo della disfatta, finisce anche Maria Elena Boschi, per molti corresponsabile del tracollo, come ad esempio per Brunetta: “La SINISTRA – scrive in maiuscolo – ti ringrazia per questo flop. È tutto merito tuo e della tua amica di Laterina“. A ‘ringraziare’ è anche Nino: “Grazie di tutto Presidente, per tutte le cose belle che hai fatto in questo paese… adesso fai una cosa, fatti una bella vacanza e poi sparisci dalla vita politica“. E Katia lancia l’affondo: “Spero in un tuo ritiro veloce dalla scena politica e che non trovi altre scuse per rimanere a galla”.

E se Renzi per Emma diventa il “rottamatore rottamato” che ringrazia “per averci regalato un popolo di fascisti e di far crescere i nostri figli tra razzismo e incapacità”, augurando inoltre al segretario di “girare i tacchi e sparire”, è Andrea che colpisce dove fa più male, lanciandosi in un paragone che, per chi voleva disfarsi dell’ombra dei ‘vecchi’ della sinistra di governo, non sarà facile digerire: “Avete smantellato un partito – accusa -. Sei la versione moderna di Occhetto“.


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