Chi ce la fa e chi no  

Scritto da il 4 marzo 2018

Chi ce la fa e chi no

(Fotogramma)

Pubblicato il: 05/03/2018 04:36

Dati parziali, parzialissimi. Un pugno di sezioni scrutinate in alcuni casi, ma nei collegi uninominali ‘caldi’ ci sono percentuali che non fanno dubitare sicuri successi. Tra i big spicca l’exploit di Luigi Di Maio ad Acerra: 63,8% in 10 sezioni scrutinate su 251. Ottima performance anche per Roberto Fico a Napoli Fuorigrotta con 58,9 in 32 su 205 sezioni.

Per quanto riguarda il Pd, a Firenze Matteo Renzi al 44% con ampio distacco sul candidato del centrodestra Alberto Bagnai al 25,3 (151 sezioni su 461). Su una sola sezione su 143 Maria Elena Boschi ‘conquista’ Bolzano: 66,3. Tante invece le sfide sul filo, anche nelle regioni rosse tra Emilia e Toscana, per molti candidati dem nell’uninominale, almeno dai primi dati reali. E’ il caso di Pier Carlo Padoan che al momento (13 sezioni su 293) è al 30,1 dietro a Claudio Borghi al 38,4.

In bilico anche Marco Minniti a Pesaro: a 26 sezioni su 268 il ministro dell’Interno è piazzato terzo in classifica ma sul podio tra centrodestra, Pd e 5 Stelle la vittoria si gioca sul filo. Avanti Anna Maria Bezziccheri del centrodestra con il 32,4, a seguire il grillino Andrea Cecconi con 31,4 e quindi Minniti al 30. Potrebbe invece aver vinto la sfida di Bologna Pier Ferdinando Casini al 33,7% a 171 sezioni su 742 seguito da Elisabetta Brunelli (centrodestra) al 27,8. Quarto Vasco Errani di Leu all’8,7. Bene anche Beatrice Lorenzin a Modena al 39,2 (4 sezioni su 274).

Non ce l’ha fatta Massimo D’Alema fermo nel collegio senatoriale di Nardò nel Salento al 3,9 (251 su 564 sezioni), quarto in classifica. In testa la grillina Barbara Lezzi con 39,6%, seguita da Luciano Cariddi del centrodestra al 35,4 e Maria Teresa Bellanova del Pd al 17%. Non ancora iniziati gli scrutini sull’uninominale in diverse città e tra queste Roma dove corre il premier Paolo Gentiloni.


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