Il governo è un rebus  

Scritto da il 4 marzo 2018

Il governo è un rebus

(Afp)

Pubblicato il: 05/03/2018 07:05

Trionfo M5S, crollo Pd e centrodestra prima coalizione, con il boom della Lega che sorpassa Forza Italia. E’ quello che emerge dai dati delle elezioni. Tutto secondo i pronostici? Quasi. Il dato più significativo – oltre alla grande affermazione dei 5 Stelle – è il partito di Salvini che ruba lo scettro a Berlusconi. Di fatto, però, esce comunque un Paese spaccato in tre. E una maggioranza lontana per tutti.

SENATO – Secondo i dati del Viminale relativi allo spoglio delle schede uninominali per il Senato, quando sono state scrutinate 46.576 sezioni su 61.401, il centrodestra è al 37,5% e M5S al 31,3%. Per quanto riguarda il centrosinistra, al momento si attesta al 23,78% con il Pd al 19,72% dei voti.

CAMERA – Per quanto riguarda la Camera, con 40.412 sezioni scrutinate su 61.401, in base ai dati dell’uninominale, il centrodestra si attesta al 37,03 per cento, M5S al 31,49 e il centrosinistra al 23,82. All’interno delle coalizioni, la Lega è al 18,4, Forza Italia al 13,68, Fratelli d’Italia al 4,3, Noi con l’Italia-Udc all’1,26. Nel centrosinistra il Pd è al 19,42, +Europa al 2,72, Insieme allo 0,57, Civica popolare allo 0,48 come Svp. Infine Liberi e uguali è al 3,51, Potere al popolo all’1,18, Casapound allo 0,94, il Popolo della famiglia allo 0,67.

Luigi Di Maio, che parlerà probabilmente nel primo pomeriggio al quartier generale 5 Stelle, non ha trattenuto l’entusiasmo all’uscita della seconda proiezione e nel video postato su Facebook lo si è visto festeggiare il risultato insieme ad altri esponenti di spicco del Movimento presenti all’Hotel Parco dei Principi.

“La prima parola: grazie” ha scritto su Twitter Matteo Salvini che parlerà alle 11 in occasione della conferenza stampa nella sede di via Bellerio. La domanda è ora cosa farà il Cavaliere di fronte all’exploit salviniano. In tanti si chiedono se incasserà il colpo e gli basterà per consolarsi il primato raggiunto dal centrodestra, come coalizione, nonostante il boom grillino. In tanti mettono in guardia dal rischio implosione del partito. Più di questo non potevo fare, ma nessuno pensi di fare a meno di me, avrebbe detto ai suoi Berlusconi, che ha seguito la maratona elettorale da Arcore. Il timore, ora, tra le fila dell’area moderata azzurra è che si possano creare convergenze tra Lega e M5S.

Tensione al Nazareno e aria da regolamento di conti invece nel Pd. Matteo Renzi ha sempre negato l’intenzione di voler cedere il passo. “Resterò fino a 2021”, ha chiarito solo pochi giorni fa. Ma un Pd con un risultato nemmeno ipotizzato nei giorni scorsi può aprire scenari inattesi. Tanto che Ettore Rosato, di fronte una domanda sul futuro del segretario, ha spiegato: “Deciderà lui. Il Pd terrà una conferenza stampa e in quell’occasione Renzi farà le sue valutazioni, Matteo non si è mai sottratto alle sue responsabilità”.

AFFLUENZA – Secondo i dati sull’affluenza alle urne, diffusi dal Viminale, alle 23 alla Camera ha votato il 72,93%, al Senato il 73,05%. Alle Regionali il 70,87%.


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