La partita al buio  

Scritto da il 5 marzo 2018

La partita al buio

Pubblicato il: 06/03/2018 07:59

Il quadro è delineato, ma i dati non sono ancora definitivi, visto che manca l’attribuzione dei seggi a partiti e coalizioni. Prematuro quindi pensare a future soluzioni di governo, che tuttavia, anche nelle prossime settimane, non verranno indirizzate in alcun modo dall’alto, ma dovranno essere frutto dell’azione e del confronto delle e tra le forze politiche, dalle quali comunque si attende la dimostrazione di senso di responsabilità. Una partita lunga, difficile, al buio.

Da parte del Quirinale non c’è nessuna presa di posizione ufficiale naturalmente, ma ora che le urne hanno consegnato il risultato elettorale, è chiaro che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inizia in concreto a riflettere sul percorso da compiere per verificare la possibilità di dare un governo al Paese. Ovvio che nessuno al Colle si nasconda le difficoltà, legate a un risultato che non ha consegnato ad alcuno degli schieramenti in campo una forza numerica per poter esprimere una maggioranza capace di sostenere un governo. Ma ogni altra considerazione in questa fase sarebbe prematura, sia da un punto di vista sostanziale che formale. Innanzi tutto occorre valutare con quali numeri effettivi occorrerà fare i conti, e questo si potrà sapere solo al momento della ripartizione dei seggi. Inoltre bisognerà capire come evolverà la situazione all’interno di partiti e schieramenti, anche in base agli equilibri legati ai dati elettorali. Un work in progress quindi, dal quale poi potranno scaturire le scelte delle forze politiche in termini di ipotetiche alleanze e di indicazioni da dare al capo dello Stato in vista della formazione di un futuro governo.

Scelte, ed è questo un primo punto fermo che guiderà l’azione del presidente della Repubblica, che non saranno eterodirette dal Quirinale, ma che dovranno essere il frutto del confronto tra le forze politiche nelle prossime settimane, che naturalmente, questo sì è l’auspicio che trapela dal Colle, si spera guidato dal massimo senso di responsabilità nei confronti del Paese. In altri termini, non sarà Mattarella a indicare una soluzione piuttosto che un’altra ed un’eventuale preferenza, ma dovranno essere i Gruppi parlamentari a disegnare e sottoporre alla sua attenzione possibili risposte, per arrivare all’individuazione di una personalità a cui affidare l’incarico di formare un governo, con la reale possibilità di coagulare intorno a sé la necessaria maggioranza parlamentare.

Che sia complicato Mattarella lo sa, anche perché sul rebus governo vigila attentamente l’Unione europea. La Commissione Ue ha reagito in modalità ‘sommergibile’ al risultato delle urne, e cioè il successo elettorale del Movimento Cinque Stelle e della Lega di Matteo Salvini, entrambi partiti euroscettici o perlomeno non euroentusiasti, in uno dei grandi Paesi dell’Eurozona e dell’Ue, per di più tra i fondatori. Ma qualche messaggio lo ha dato: “Confidiamo nella capacità del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di facilitare la formazione di un governo stabile in Italia”, ha sottolineato il portavoce capo della Commissione, Margaritis Schinas. Nel frattempo, ha aggiunto, “l’Italia ha un governo guidato da Paolo Gentiloni, con cui lavoriamo a stretto contatto”. Come dire che, finché non ci sarà un nuovo esecutivo, Bruxelles continuerà a lavorare con il governo in carica per gli affari correnti, come già ha fatto per mesi con la Germania.


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