“Damasco vuole l’apocalisse”  

Scritto da il 6 marzo 2018

Damasco vuole l'apocalisse

(Afp)

Pubblicato il: 07/03/2018 14:48

Il regime di Damasco sta pianificando ”l’apocalisse” in Siria, dove il conflitto in corso dal 15 marzo del 2011 è entrato in una nuova ”fase dell’orrore”. Lo denuncia l’alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein durante la presentazione del suo rapporto annuale a Ginevra. ”Questo mese, la Ghouta orientale è stata descritta come un inferno in terra dal Segretario generale (dell’Onu Antonio Guterres, ndr). Il mese prossimo, o quello dopo ancora, sarà in un altro posto (in Siria, ndr) che la gente dovrà affrontare l’apocalisse. Un’apocalisse voluta, pianifica ed eseguita da individui che lavorano per il governo, apparentemente con il sostegno assoluto di alcuni dei loro alleati stranieri”, ha proseguito Zeid Ra’ad al Hussein.

Per l’alto commissario Onu ”è urgente invertire questa tendenza catastrofica e portare la Siria davanti al Tribunale penale internazionale”. Un’ipotesi che sembra tuttavia improbabile data la posizione forte della Russia, alleata del regime di Damasco, nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Si stima che siano 340mila le persone che hanno perso la vita in Siria dallo scoppio del conflitto nel marzo del 2011, con la repressione delle prime manifestazioni democratiche contro il regime di Bashar al-Assad. Ora ”il conflitto è entrato in una nuova fase dell’orrore”, ha dichiarato Zeid, denunciando ”il gigantesco spargimento di sangue nella Ghouta orientale e l’escalation della violenza nella provincia di Idlib, che mettono in pericolo due milioni di persone”.

L’alto commissario delle Nazioni Unite ha poi detto che ”anche ad Afrin l’offensiva lanciata dalla Turchia minaccia un alto numero di civili” e ”gli abitanti di Damasco che vivono nella zona sotto il controllo del governo subiscono anche loro una nuova escalation di attacchi via terra”. Zeid ha infine sottolineato come ”l’offensiva contro gruppi estremisti ha provocato un numero massiccio di vittime civili”.


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