Tim approva separazione rete, ricavi 2017 +4,2%  

Scritto da il 6 marzo 2018

Tim approva separazione rete, ricavi 2017 +4,2%

Pubblicato il: 07/03/2018 11:01

Separazione legale della rete, piano strategico al 2020 e conti del 2017. Sono i punti all’ordine del giorno approvati da dal consiglio di amministrazione di Tim. Il board del gruppo di tlc ha dato mandato all’amministratore delegato Amos Genish di avviare l’iter formale per la notifica ad Agcom del progetto di separazione della rete di accesso fissa. Il progetto prevede la creazione di un’entità legale separata (Netco) controllata al 100% da Tim, proprietaria della rete di accesso e di tutta l’infrastruttura e dotata del personale necessario per fornire servizi all’ingrosso in maniera indipendente. La creazione della Netco manterrà invariato il perimetro del gruppo, ed avverrà in conformità e nel rispetto della disciplina del Golden Power.

“Il progetto rappresenta una svolta epocale e darà vita al modello di separazione della rete più avanzato in Europa, creando un punto di accesso ‘one-stop shop’ peri servizi wholesale regolati e non regolati per tutti gli operatori, inclusa Tim, secondo un modello interamente neutrale a garanzia dell’assoluta parità di trattamento”, si spiega dal gruppo. Genish in conference call ha spiegato che il processo formale con Agcom verrà avviato “nei prossimi giorni e ci vorranno alcuni mesi per finalizzare la struttura della nuova entità legale”. Netco rappresenterà “un aumento di valore per il Paese e per Tim” e “porterà più trasparenza e rappresenterà un nuovo standard in Europa nella separazione della rete di un incumbent”.

Sull’ingresso del fondo attivista Elliott, che ha comunicato di avere una quota inferiore al 5% di Tim e ha chiesto un miglioramento della governance e consiglieri più indipendenti, Genish ha detto che “ogni azionista che decide di investire nella società è benvenuto, come lo è un dialogo costruttivo. Chiaramente utilizzeremo ogni input da parte dei nostri azionisti finalizzato a incrementare il valore”.

Il piano strategico al 2020 punta a una forte crescita dell’equity free cash flow consolidato nel triennio, per un totale cumulato di circa 4,5 miliardi di euro. Inoltre è confermata per il 2018 una “significativa” riduzione del rapporto debito netto/Ebitda a circa 2,7x e in diminuzione nel 2019 e nel 2020. Sul mercato domestico è prevista nell’arco del piano una complessiva stabilità dei ricavi da servizi e una crescita dell’Ebitda Cagr 2017-2020 “low-single digit”. Inoltre nel triennio sono previsti investimenti cumulati per 9 miliardi di euro in Italia e a circa 12 miliardi di reais in Brasile per un continuo sviluppo dell’Ubb, con un miglioramento del rapporto capex/sales: inferiore al 20% a fine 2019 in Italia e pari a circa il 20% al 2020 in Brasile.

I ricavi del 2017 del gruppo ammontano a 19,8 miliardi di euro, in crescita del 4,2% rispetto all’esercizio 2016, con una variazione organica del 2,7%. L’Ebitda del gruppo si attesta a 8,7 miliardi di euro (+4,6%) in termini organici e escludendo gli oneri non ricorrenti, mentre a livello reported l’Ebitda è pari a 7,8 miliardi di euro. L’Ebit di gruppo ammonta a 4,2 miliardi di euro (+6,9%) in termini organici e a 3,3 miliardi di euro a livello reported. L’utile dell’esercizio attribuibile alla controllante si attesta a 1,1 miliardi di euro (-38%) e sconta oneri netti non ricorrenti per 714 milioni di euro, ma è in aumento di circa 270 milioni di euro rispetto al 2016 su base normalizzata.

L’indebitamento finanziario netto rettificato di gruppo è di 25,3 miliardi di euro a fine 2017, rispetto ai 25,1 miliardi di euro del 2016, con una riduzione di 920 milioni di euro nel quarto trimestre. Il cda proporrà la distribuzione di un dividendo per le azioni di risparmio di 2,75 euro cent. In Italia, i clienti Ubb crescono di 1,2 milioni sul fisso e di 2,1 milioni su Lte. Inoltre la copertura in fibra sale dal 60% al 77% della popolazione, mentre la rete 4g oggi raggiunge più del 98% degli italiani. I clienti Timvision (fisso) sono in aumento del 63% a 1,3milioni. Per quanto riguarda il Brasile l’Ebitda è in crescita del 15,3%, al netto delle differenze di cambio, e l’Arpu è in aumento del 12,2%.


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