Bce: crescita più forte  

Scritto da il 7 marzo 2018

Bce: crescita più forte

La sede della Banca centrale europea a Francoforte (AFP PHOTO)

Pubblicato il: 08/03/2018 14:05

Resta al minimo storico il costo del denaro. Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso infatti di mantenere invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%.

Il Consiglio direttivo della Bce ha inoltre confermato l’intenzione di continuare il QE all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro, “sino alla fine di settembre 2018, o anche oltre se necessario”.

Il Consiglio direttivo “è stato unanime” nella decisione di “eliminare la frase introdotta nel 2016” con il riferimento “esplicito” alla possibilità di aumentare il Quantitative Easing mentre “c’è stata una maggiore discussione su altri possibili cambiamenti nei prossimi mesi” rivela il presidente della Bce, Mario Draghi, in conferenza stampa.

INFLAZIONE – Draghi spiega che l’inflazione “resta debole e deve ancora mostrare segnali convincenti di una protratta tendenza al rialzo”. “La verifica incrociata degli esiti dell’analisi economica con le indicazioni derivanti dall’analisi monetaria – dice – ha confermato la necessità di un ampio grado di accomodamento monetario per assicurare un ritorno durevole dell’inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2%”.

CRESCITA – Lo staff della Bce ha elaborato nuove previsioni macroeconomiche rivedendo al rialzo la stima per il Pil dell’Eurozona nel 2018 al 2,4%, mentre restano stabili quelle per il 2019 (al +1,9%) e per il 2020 (al +1,7%). “I rischi sulle previsioni di crescita della zona euro sono ampiamente bilanciati” afferma il presidente della Bce, spiegando che “da un lato il prevalente slancio positivo del ciclo potrebbe portare a una maggiore crescita nel breve termine; dall’altro lato, rischi al ribasso continuano ad essere essenzialmente legati a fattori globali, incluso l’aumento del protezionismo e gli sviluppi nei mercati dei cambi e nei mercati finanziari”. Nella riunione di oggi al Consiglio direttivo “non abbiamo discusso di Italia – continua Draghi – In generale ci preoccupa la sostenibilità fiscale nei Paesi con alto debito”.

DAZI ED EURO– Sui dazi su alluminio e acciaio annunciati dal presidente Usa Donald Trump, Draghi avverte: “Le decisioni unilaterali sono pericolose”. Mentre a una domanda sulle forze anti-europeiste risponde che “l’euro è irreversibile”.

IL MIO SUCCESSORE? – “Mi fate domande” sul futuro presidente della Bce “come se dovessi andarmene domani; ma io ho ancora un po’ di tempo” da passare a Francoforte, risponde Draghi quasi divertito alle sollecitazioni dei giornalisti sulle voci legate al suo successore alla guida dell’Eurotower.


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