Fondi integrativi: +7% nel 2017  

Scritto da il 7 marzo 2018

Fondi integrativi: +7% nel 2017

Immagine di archivio (Fotogramma)

Pubblicato il: 08/03/2018 12:59

Crescono sempre di più i lavoratori italiani che scelgono la previdenza integrativa. I fondi pensione sono utilizzati da oltre 8 milioni di occupati, uno terzo del totale, con un aumento nell’ultimo anno di 554 mila lavoratori, pari a un + 7%. Con un sistema pensionistico nazionale che ad oggi non garantisce prospettive rassicuranti per i giovani, il ricorso a strumenti di previdenza integrativa può diventare l’ancora di salvataggio per avere una pensione dignitosa a fine vita lavorativa come spiega Andrea Lesca, responsabile Reti e Welfare aziendale di Intesa Sanpaolo Vita.

“La previdenza integrativa è sicuramente molto utile per costruire una seconda pensione affianco a quella della previdenza pubblica che di fatto garantirà sempre meno risorse al momento del pensionamento quindi dotarsi di un fondo pensione diventa pressoché una necessità anche se consideriamo i significativi vantaggi fiscali associati ai versamenti ai rendimenti e alla prestazione finale”. Ed è soprattutto la generazione millennials, i giovani nati tra l’inizio degli anni ’80 e il 2000, la categoria che dovrebbe guardare con maggior interesse ai fondi pensione in cui si possono trovare strumenti accessibili e flessibili per mettere iniziare a mettere via un tesoretto per la terza età. A causa di contratti precari, salari bassi e prospettivi di carriere lavorative più lunghe dei loro genitori l’accesso al trattamento previdenziale dello Stato in molti casi non sarà sufficiente garantendo pensioni esigue.

“Chi parte – dice Lesca – in giovane età è sicuramente avvantaggiato nel senso che può versare poco, ma il fatto di versare per tutta la vita lavorativa, quindi circa per 40-50 anni, avrà la possibilità di un effetto capitalizzazione di interessi su interessi che costituiranno una pensione integrativa significativa”.

Con il fondo pensione ‘Mio Domani’ Intesa San Paolo Vita propone ai lavoratori uno strumento flessibile per crearsi una pensione complementare, attraverso versamenti personali o del tfr. Per Lesca si tratta di “un prodotto molto flessibile perché i versamenti partono da 50 euro al mese e possono essere aumentati o interrotti senza nessuna penalizzazione. Dal punto di vista dei costi è vantaggioso ponendosi in una fascia medio-bassa e ha diverse opzioni di investimento soprattutto con un cosiddetto ‘pilota automatico’ che accompagna in funzione dell’età alla pensione sfruttando al massimo le opportunità del mercato spostando gradualmente l’investimento all’avvicinamento della pensione”, conclude.


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