Imprese, sempre più donne ‘boss’  

Scritto da il 7 marzo 2018

Imprese, sempre più donne 'boss'

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Pubblicato il: 08/03/2018 12:47

Le imprese che hanno almeno una donna in ruoli di senior leadership sono aumentate rispetto all’anno precedente passando dal 66% al 75% su scala mondiale, mentre la proporzione fra componenti maschili e femminili nei vertici aziendali permane intorno al 24%. Lo afferma Maurizio Finicelli, Chairman Ria Grant Thornton, in occasione della presentazione della 14ma edizione del Report mondiale annuale Grant Thornton ‘Women in business’.

Africa, Europa dell’Est e alcuni stati asiatici guidano la classifica delle aree più virtuose. L’Italia, con il 71% di presenze femminili negli organi decisionali aziendali e 34% (27% nel 2017) di proporzione nei medesimi organi rispetto alla presenza maschile, si conferma tra le primi 10 nazioni al mondo, mentre il dato medio nel vecchio continente resta al 27%.

“Tra le iniziative lanciate in questi giorni sulla valorizzazione della donna in azienda -sottolinea Finicelli- Ria Grant Thornton è partner tecnico di Winning Women Institute per la valutazione e assegnazione del bollino rosa alle aziende con le politiche più virtuose e le azioni implementate per valorizzare il contributo femminile al successo delle organizzazioni e imprese nei mercati, nella società civile e in ambito lavorativo”.

Riguardo agli altri risultati emersi nella 14ma edizione del Report mondiale Grant Thornton, che si avvale di interviste a 5.000 ceo e alti dirigenti (donne e uomini) in 140 nazioni, si evince che gli Stati con più alta percentuale di signore con posizioni manageriali prima in classifica sono le Filippine con il 47%, a seguire Indonesia e Thailandia con il 43% e 42%, rispettivamente mentre a fondo della classifica si posizionano Giappone, Australia e Nuova Zelanda.

Il dato medio europeo non ha lo stesso andamento di quello italiano: le donne manager, infatti, nel Vecchio continente restano al 27%. Il dato peggiore si rivela quello della Germania che si ritrova all’ultimo posto con il 23%, mentre al primo posto si conferma la Lituania con il 36%.

Pubblicato in occasione della Festa della donna, il report enuclea come la mera applicazione di politiche tese a favorire la partecipazione femminile quali uguaglianza di salario, permessi parentali, orario flessibile, part-time per citare i più comuni, seppur importanti, non sono abbastanza per realizzare un vero cambiamento. Infatti, più del 20% degli oltre 10.000 business leader intervistati ha rivelato che la complessità di tradurre i buoni propositi in misure concrete e i preconcetti relativi al ruolo dei generi sono fra gli ostacoli più comuni e difficili da superare.

“E’ senza dubbio positivo -sottolinea Sonia Lenzi, partner di Grant Thornton Financial Due Diligence (società del gruppo Ria Grant Thornton)- che il numero delle donne in posizione di leadership sia in continuo aumento, tuttavia delude che il loro peso in proporzione alla presenza maschile non sia migliorato. Ciò dimostra che la semplice adozione di politiche favorevoli non garantisce un risultato soddisfacente. Occorre reinventare la cultura aziendale sviluppando la cultura dell’inclusione. La realtà aziendale di oggi esige flessibilità, dinamismo, innovazione”.

“Ma come si può essere innovativi -conclude Lenzi- se non si crea un coro di voci, opinioni, culture in modo da prendere il meglio di ciascuno e metterlo a fattore comune? Come si può essere innovativi se non si dà voce a metà della popolazione, quella femminile, che oltretutto, statistiche alla mano, è quella che in famiglia prende il 65% delle decisioni riguardo gli acquisti? Affrontare gli imprevisti trasformandoli in opportunità: le donne hanno in generale innate capacità di problem solving e riescono a farlo e a dare una svolta positiva quando capita nella gestione della famiglia come in quella dell’azienda. Sono più tolleranti ad accettare eventualità e rischi”.


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