Roma, scacco alla ‘cosa nostra’ di Tiburtina  

Scritto da il 7 marzo 2018

Maxi blitz antidroga ad est della Capitale: 39 gli arresti. L’operazione – partita alle prime luci dell’alba con 300 carabinieri del Comando Provinciale di Roma, coadiuvati dal Nucleo Elicotteri, dalle unità cinofile e da militari dell’8 Reggimento ‘Lazio’ (a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica) – dispone l’arresto di 39 persone, tutte indagate a vario titolo per i reati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, armi ed estorsioni, aggravati dal metodo mafioso. Quarantasei i provvedimenti di perquisizione.

L’operazione è l’esito di un’articolata attività investigativa, condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tivoli, avviata nel Febbraio del 2016, che ha delineato l’esistenza di un’organizzazione dai connotati mafiosi, dedita principalmente alla gestione del monopolio del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, nell’area est della Capitale.

‘SOLDATI’ – Gli investigatori, superando un inaspettato muro d’omertà, frutto della forza di intimidazione dell’organizzazione criminale che gestiva le piazze di spaccio di Tivoli e Guidonia, riuscivano dapprima a sequestrare 1 kg di cocaina a due giovani spacciatori e poi a dimostrare che entrambi erano disciplinati soldati di una più ampia organizzazione – che ha nel suo nucleo dirigente persone legate dal vincolo di sangue – e inseriti in un’ampia rete criminale di tipo piramidale.

PESTAGGI – Il sodalizio si era imposto nell’area est della Capitale, attraverso una serie di aggressioni e minacce gravi in danno di pusher concorrenti e di acquirenti insolventi (in alcuni casi si giungeva a violenti pestaggi di malcapitati a cui veniva imposto il pagamento dei debiti di droga) esercitando un’azione di controllo del territorio a mezzo vedette.


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