Borse deboli, Milano -0,08%  

Scritto da il 8 marzo 2018

Borse deboli, Milano -0,08%

Pubblicato il: 09/03/2018 10:06

Avvio debole nell’ultima giornata di contrattazioni della settimana per le piazze finanziarie europee, all’indomani della Bce che ieri, nelle proprie comunicazioni, non ha fatto riferimento ad una estensione del Qe, così escludendo che gli acquisti di titoli di stato possano aumentare. Mentre il presidente Usa, Donald Trump, vara dazi pari al 25% su acciaio e alluminio, promettendo però di essere flessibile con i paesi ‘amici’, nel Vecchio Continente, a 15 minuti dall’avvio delle negoziazioni, Milano cede lo 0,08%, Parigi segna -0,18%, Francoforte -0,19%, Londra -0,03%.

Intanto chiude in rialzo la piazza finanziaria giapponese con l’indice Nikkei 225 che segna +0,47% a 21.469 punti. Ieri positiva Wall Street con il Dow Jones che ha guadagnato lo 0,38% a 24.895 punti, mentre il Nasdaq ha segnato un progresso dello 0,42% a 7.427. Lo S&P 500 è cresciuto dello 0,45% a 2.738. Diversi i dati economici che vengono rilasciati in giornata. Dalla Cina arriva il dato sull’inflazione che a febbraio sale dell’1,2% oltre le attese (+0,6% a gennaio). Annualizzato l’incremento è del 2,9%. In Giappone la Banca centrale ha scelto di lasciare invariata la politica monetaria mantenendo gli stimoli e i tassi di interesse invariati. Nel Vecchio Continente, in calo le esportazioni della Germania nel mese di gennaio che flettono dello 0,5%. Il dato si confronta con un incremento dello 0,3% di dicembre scorso (peggio del consenus).

Delude anche l’indice del direttore degli acquisti del settore delle importazioni tedesche che segna -0,5% contro un attesa di -0,1%. Era cresciuto dell’1,1% a dicembre. In calo anche la produzione industriale di gennaio. Si tratta di un decremento dello 0,1% contro una flessione dello 0,5% di dicembre, ma sotto le attese che indicavano un progresso dello 0,5%. Giù anche la produzione industriale francese che perde il 2% contro un progresso dello 0,2% a dicembre 2016. La stima era di un calo dello 0,2%. Si attendono ora l‘indice dei prezzi alla produzione in Italia, la produzione industriale della Gran Bretagna, oltre alla produzione manifatturiera e al saldo della bilancia commerciale. Nel pomeriggio dagli Usa arriveranno indicazioni relative al salario orario medio, alle buste paga del settore non agricolo, e soprattutto al tasso di disoccupazione di febbraio.


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