‘Io diplomatico a Pyongyang’, candidato bluffa in Pennsylvania  

Scritto da il 9 marzo 2018

'Io diplomatico a Pyongyang', candidato bluffa in Pennsylvania

(Dalla pagina Fb di Rick Saccone)

Pubblicato il: 10/03/2018 18:09

“Sono stato un diplomatico in Corea del Nord per un anno”. La frase ad effetto che Rick Saccone, candidato repubblicano al Congresso nelle elezioni suppletive in programma martedì in Pennsylvania, ricorda vagamente la battuta fantozziana “sono stato azzurro di sci”. Il voto secondo i sondaggi potrebbe premiare il democratico Conor Lamb. E sarebbe un ribaltone rispetto al verdetto espresso dagli elettori dello stato nelle elezioni presidenziali del 2016.

Mentre Donald Trump si concentra sul rapporto con la Corea del Nord, Saccone -che punta al grande salto dopo 4 mandati a livello statale- cerca di cavalcare l’onda e prova a far pesare il suo impegno diplomatico, definendosi -in uno spot disponibile su YouTube – “l’unico cittadino statunitense che abbia vissuto in Corea del Nord e abbia negoziato con il regime nordcoreano su base quotidiana”.

E’ tutto vero? No. “Da quello che ho sentito, ha arricchito un po’ il suo ruolo”, ha detto -come si legge su The Guardian- un vero ex collega di Saccone, David Lambertson. Entrambi hanno lavorato per l’Organizzazione per lo sviluppo energetico della penisola coreana (Kedo), creata durante la presidenza di Bill Clinton e dismessa nel 2006. La sede dell’ente si trovava a Kumho, a quasi 300 km da Pyongyang.

Quando c’erano trattative da condurre, arrivava uno staff appositamente da New York. I membri americani residenti in Corea, ha spiegato Lambertson, erano “più che altro osservatori. Saccone -che ha ricoperto il ruolo tra il 2000 e il 2001- non negoziava assolutamente con i nordcoreani su questioni rilevanti”.

Più diretta la testimonianza di Kim Joong-keun, membro sudcoreano del progetto: “Parlando francamente, non ha incontrato nessun nordcoreano importante. C’erano molti più contatti tra nordcoreani e sudcoreani. Tra tutti gli americani con cui ho lavorato, lui era l’ultimo della fila”.

Nemmeno l’affermazione relativa alla permanenza in Corea del Nord per un anno sarebbe inappuntabile: i rappresentanti americani ruotavano a turno, rientrando in patria dopo 6 settimane di lavoro. Bob Branstetter, portavoce del candidato repubblicano, ha provato a tenere il punto: “Rick era il rappresentante americano della Kedo in Corea del Nord dal dicembre 2000 al dicembre 2001. Ha interagito quotidianamente con i nordcoreani sull’implementazione degli accordi e ha ricoperto un ruolo diplomatico”, ha detto.

Per avvalorare la tesi, ha esibito anche una foto nella quale Saccone stringe la mano di un uomo, presumibilmente un nordcoreano, ad un tavolo sul quale spiccano bicchieri di birra. “Quella nella foto è diplomazia. Rick stringe la mano di funzionari nordcoreani dopo la firma di un accordo negoziato da lui per consentire ai lavoratori della Kedo di accedere ad una spiaggia”.

Saccone sarebbe in grado, se eletto, di contribuire ad eventuali negoziati con Kim Jong-un? “Non voglio mettere in discussione una strategia che potrebbe essere in atto dietro le quinte -ha detto lui in una recente intervista-. Finché non arrivo lì, non posso dare consigli su come far funzionare tutto questo”.


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