Facebook chiude le pagine di Britain First  

Scritto da il 13 marzo 2018

Facebook chiude le pagine di Britain First

Jayda Fransen e Paul Golding, leader del movimento di estrema destra ‘Britain First’ (Afp)

Pubblicato il: 14/03/2018 17:22

Un movimento politico ‘bannato’ da Facebook. E’ quanto accaduto a ‘Britain First’, la cui pagina social è stata cancellata oggi – insieme agli account dei suoi leader Paul Golding e Jayda Fransen – per aver “ripetutamente pubblicato contenuti creati per incitare all’ostilità e all’odio contro le minoranze”. Una decisione clamorosa e senza precedenti quella del colosso di Menlo Park, il cui ‘ban’ contro l’organizzazione britannica di estrema destra potrebbe ora aprire diversi scenari sulle azioni che i social media potrebbero intraprendere nei confronti di gruppi politici dalle tendenze xenofobe e razziste, facendo in qualche modo giurisprudenza. A riportare la notizia è il Guardian.

“Siamo una piattaforma aperta a tutte le idee e il discorso politico è il cuore della libertà di espressione – ha affermato Facebook in una nota -. Ma le opinioni politiche possono e dovrebbero essere espresse senza odio. Le persone possono esprimere opinioni forti e controverse anche senza dover denigrare gli altri sulla base di ciò che sono. Abbiamo standard comunitari – si legge ancora nella dichiarazione – che affermano chiaramente che questo tipo di discorso non è accettabile su Facebook e, quando ne veniamo a conoscenza, rimuoviamo questi contenuti il più rapidamente possibile. I partiti politici, come le persone e tutte le altre organizzazioni su Facebook, devono attenersi a questi standard e laddove una pagina o una persona violano ripetutamente i nostri standard comunitari, li rimuoviamo”. Ma non è tutto. ‘Britain First’, la cui pagina contava oltre 2 milioni di iscritti, non potrà più aprire altre pagine in futuro.

Facebook, dal canto suo, non ha finora indicato quali singoli post hanno portato al ‘ban’ perpetuo del movimento, ma per il Guardian si tratterebbe di contenuti creati ad arte per incitare all’odio contro la comunità musulmana del Regno Unito: fra questi alcuni video, un post che paragonava gli immigrati musulmani agli animali e un altro che etichettava i leader del gruppo come “islamofobici e orgogliosi”.

Una nuova tegola sulla testa del movimento di estrema destra britannico dopo la carcerazione di Frasen e Golding, avvenuta la scorsa settimana, per ‘crimini d’odio contro i musulmani’ e la cancellazione dall’elenco dei partiti politici nel novembre 2017.

A determinare la crescita del gruppo xenofobo, proprio la massiccia presenza sui social media. Una notorietà che ha raggiunto il suo picco internazionale grazie al presidente Usa Donald Trump, che sempre nel novembre 2017 aveva rilanciato e ritwittato senza alcun commento su Twitter alcuni video postati da Frasen.


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