E’ online la nuova newsletter Gme  

Scritto da il 14 marzo 2018

E' online la nuova newsletter Gme

Pubblicato il: 15/03/2018 12:47

È online, scaricabile dal sito www.mercatoelettrico.org, il nuovo numero della newsletter del Gestore dei Mercati Energetici (Gme). La newsletter si apre con un intervento di Matteo Leonardi del REF-E sull’accesso all’energia e gli obiettivi di sviluppo globali. “Il 14% della popolazione mondiale, stando ai dati della IEA è ancora priva di accesso al servizio elettrico. Si tratta di circa 1 miliardo di persone – sottolinea Leonardi –. Per quanto dal 2000 nel mondo siano state create circa 1,2 miliardi di nuove connessioni, prevalentemente nei paesi asiatici, il contestuale aumento demografico non ha di fatto permesso di diminuire il numero assoluto di persone prive di accesso. Di queste, sempre stando alle stime dell’Agenzia, oltre l’80% risiede in zone rurali”.

Nello scenario al 2030 la IEA prevede che con i piani nazionali ed internazionali di sviluppo delle infrastrutture energetiche la percentuale possa scendere all’8%. “Oltre la metà delle nuove connessioni non sarà garantita da connessioni alla rete nazionale ma da soluzioni off-grid (29%) e da mini-grid (34%). Il 60% delle nuove connessioni sarà sostenuta dallo sviluppo di fonti rinnovabili”, ha precisato l’analista del REF-E ricordando che l’accesso al servizio elettrico è diventato uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile del Sustainable Development Goal (SDG) delle Nazioni Unite del 2015.

In pochi anni le maggiori organizzazioni internazionali e gli Stati nazionali interessati hanno messo in campo una serie di strategie di elettrificazione coadiuvate dalla Banca Mondiale, che ha lanciato l’iniziativa Sustainable energy for all (SE4all).

“Per completare l’accesso universale al 2030, la IEA propone uno scenario specifico – ammette Leonardi –. Si calcolano investimenti addizionali nel periodo pari a 28 miliardi di euro l’anno rispetto ai 24 miliardi previsti dai piani in atto. L’investimento addizionale corrisponde all’1,8% degli investimenti globali del settore energetico. Lo sforzo addizionale dovrebbe essere indirizzato ad un incremento delle connessioni alla rete nazionale per meno di un terzo delle nuove connessioni (29%) e alla diffusione di soluzioni decentrate (23%).

“Lo sviluppo delle mini-grid – prosegue Leonardi – dovrebbe coprire circa la metà delle nuove utenze (48%). Il 95% sarebbe diretto allo sviluppo delle infrastrutture in Africa Sub-sahariana. L’operazione determinerebbe un incremento delle emissioni di CO2 limitato ad uno 0,23% delle emissioni globali”.

Tuttavia, aggiunge il ricercatore del REF-E, “una strategia focalizzata su uno sviluppo infrastrutturale finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo quantitativo (raggiungere tutti), peraltro funzionale al consenso politico dei paesi beneficiari, pone dei dubbi sulla sostenibilità economica di lungo periodo dell’operazione. Il rischio è che l’estensione del servizio elettrico universale non sia supportato da una sufficiente domanda elettrica e dalla capacità economica delle popolazioni beneficiarie”.

Al di là delle statistiche, in ogni caso “l’accesso all’energia ed il nesso con la povertà sono una sfida complessa – osserva Leonardi –. Molti segnali positivi sono emersi negli ultimi anni” come la disponibilità di tecnologia solare a costi accessibili con sistemi pay-as-you-go. Ma nonostante ciò, il numero di quanti non hanno accesso all’energia “corrisponde per lo più alla fascia di popolazione mondiale al di sotto della soglia di 2$ al giorno. Probabilmente più che una questione di costo addizionale – i 28 miliardi anno, come riportato dalla IEA – l’elettrificazione del rimanente 8% della popolazione mondiale individua un contesto in cui non compete all’impresa tradizionale intervenire.

Scaricare sulle imprese elettriche quello che è di fatto un obiettivo umanitario rischia di rivelarsi un boomerang per lo sviluppo. Al pari rischia di diventare un’operazione che sottrae risorse alle attività umanitarie tradizionali per finanziare uno sviluppo infrastrutturale privo di sostenibilità”, conclude l’analista del REF-E.

All’interno del nuovo numero sono pubblicati, inoltre, i consueti commenti tecnici, relativi i mercati e le borse elettriche ed ambientali nazionali ed europee, la sezione dedicata all’analisi degli andamenti del mercato del gas italiano e la sezione di analisi sugli andamenti in Europa, che approfondisce le tendenze sui principali mercati europei delle commodities. La nuova pubblicazione GME riporta, inoltre, come consuetudine, i dati di sintesi del mercato elettrico per il mese di febbraio 2018.


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