Pmi: aumentano prestiti peer to peer, i piani di Lendix  

Scritto da il 14 marzo 2018

I piani di Lendix per le pmi italiane

Pubblicato il: 15/03/2018 15:32

In Sicilia ha finanziato l’assunzione di 300 operai alla SicilSaldo per l’arrivo di un’importante commessa, ma il suo target principale sono le piccole aziende, dal bar ristorante che deve rifare la cucina o gli arredi all’imprenditore che vuole comprare una licenza commerciale. Lendix, la piattaforma francese di prestiti peer-to-peer approdata un anno fa in Italia, nei primi sei mesi di attività ha finanziato 26 imprese con 11 mln di euro e dalla sua nascita, nel 2015, ha prestato 150 milioni di euro con più di 400 operazioni.

I numeri del lending crowdfunding, la forma alternativa di credito erogata da migliaia di investitori privati, dimostrano che in alcune realtà deve ancora attecchire. Nel 2017, ad esempio, secondo i calcoli di P2P Lending Italia, i volumi complessivi dei prestiti da piattaforme sono arrivati a circa 280 milioni di euro, una cifra che rappresenta lo 0,01% del totale di prestiti erogati dalle banche.

Tuttavia, in mercati maturi come il Regno Unito o gli Stati Uniti, osserva l’ad di Lendix Italia, Sergio Zocchi, “il business supera i 30 miliardi di dollari” e in Italia “c’è un potenziale estremamente interessante”. A parte la concentrazione di pmi lungo lo stivale, senza eguali in Europa, “qui si tratta del segmento che più ha sofferto la contrazione dell’offerta di finanziamento da parte delle banche durante la crisi”.

Gli imprenditori, tra l’altro, possono deviare su Lendix non solo perché si vedono rifiutare un fido: “Non c’è paragone tra la rapidità della nostra risposta e quella dei canali tradizionali. Le imprese possono ottenere il prestito in pochi giorni e solo inserendo la partita Iva nella piattaforma avranno una valutazione preliminare di finanziamento”, dice Zocchi.

Chi presta i soldi? “Sono 30mila persone fisiche da 40 Paesi diversi che investono da 20 euro a 2mila euro a progetto” accompagnate da “investitori istituzionali come la Bei, i fondi pensione o le banche, che ci permettono di contare su un’importante liquidità”. Finora, Lendix ha raccolto 350 milioni di euro e il piano del gruppo è concludere il 2018 con 200 mln di finanziamenti erogati.

“Una parte significativa di questi spetterà al mercato italiano, ossia circa 30 milioni di euro”. A fine 2018, Lendix sbarcherà anche in Germania e Olanda e si aspetta che la quota di mercato del lending crowdfunding salga significativamente nei prossimi anni. “Se in Inghilterra e Stati Uniti siamo a un tasso di penetrazione del 2% sul totale, in Italia c’è spazio nei prossimi anni per moltiplicare almeno per dieci i volumi”. La familiarità crescente con l’innovazione digitale potrebbe favorire il suo sviluppo: la piattaforma della società sfrutta in modo massiccio la tecnologia e la robotica per stabilire il profilo di rischio, il rating e le condizioni a cui erogare i finanziamenti. “Diversamente, non saremmo così rapidi”.

I tassi di interesse variano dal 2,5% al 9,9%. “Le condizioni del prestito sono concordate insieme all’impresa e il suo costo, con una piattaforma alternativa, è tipicamente più elevato del finanziamento bancario perché il costo della raccolta è più alto, ma il prodotto non è comparabile. In alcuni casi, le imprese si rivolgono a noi perché hanno un’opportunità da cogliere entro una settimana e non possono aspettare”. Il limite più grande, al momento, è “riuscire a farsi conoscere, siamo poco noti”.

Sicuramente, i principali ‘competitors’ non aiutano. “Se una banca del Regno Unito non accetta una richiesta di finanziamento è tenuta per legge a segnalare la stessa domanda ad altri operatori, tra cui le piattaforme alternative di direct lending, di finanziamento diretto”, rileva Zocchi. “In Italia, non siamo ancora a questo punto, ma chissà..”.


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