Stop fame, sbarca in Italia Rise Against Hunger  

Scritto da il 14 marzo 2018

Stop fame, sbarca in Italia Rise Against Hunger

Carlo Cracco

Pubblicato il: 15/03/2018 15:42

“La virtù è più contagiosa del vizio, a patto che venga fatta conoscere”, diceva Aristotele. Rise Against Hunger, l’assocazione no profit fondata negli Stati Uniti nel 1998, arriva in Italia esattamente con questo obiettivo: farsi conoscere e coinvolgere aziende, scuole e comunità con un nuovo strumento di solidarietà “ad alto impatto emotivo”. Si tratta di confezionare con le proprie mani razioni di cibo con riso, soia, vitamine e verdure essiccate, destinati allo Zimbabwe, per far sentire ciascuno un po’ più artefice del cambiamento e della donazione. Dalla sua fondazione, l’associazione ha impacchettato 378 milioni di pasti.

Parte di questi sono arrivati anche dall’Italia dove alcune imprese, tra cui Kraft Heinz Company e Pfizer, hanno fatto del confezionamento una vera e propria attività di team building. Per presentare l’iniziativa benefica al mondo delle imprese e della stampa, lo chef Carlo Cracco ha aperto le porte di Garage Italia e del suo ristorante, dove si è svolto anche un contest: “L’aspetto più importante del cibo è la sua accessibilità”, ha sottolineato lo chef.

“Della fame si parla sempre ma è difficile arrivare a risultati concreti, per cui bisogna sempre tenere alta l’attenzione e fare sensibilizzazione. Bisogna partecipare e passare ‘dalle parole ai pasti'”, ha aggiunto, citando lo slogan dell’evento.

Rise Against Hunger Italia raccoglie il testimone di Stop Hunger Now, fondata da Alberto Albieri. “Sono partito con la mia famiglia, sei anni fa, e insieme siamo arrivati a un’associazione che l’anno scorso ha realizzato 2,8 milioni di razioni che hanno sfamato 12mila bambini permettendo loro di andare a scuola”, ha raccontato Albieri, oggi presidente di Rah Italia. “L’esperienza del meals packing consente di dimostrare che l’impegno è concreto”. Il 2030 è la deadline che le Nazioni Unite hanno fissato per sconfiggere il problema della fame nel mondo.

“La nostra è la prima generazione che può sradicarla”. Anche le grandi aziende possono fare la loro parte: Rise Against Hunger “propone alle aziende un’attività di team building innovativa che si presenta allo stesso tempo come una pratica di corporate social responsibility”, spiega Roberta Baldazzi, Country manager di Rise Against Hunger Italia. Le sfide richiedono spese e impegno limitati: per realizzarle bastano 25 centesimi a pasto e ogni volontario può confezionare fino a 225 razioni in un’ora.


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