Sergio Bracco racconta la sua Roma nascosta  

Scritto da il 15 marzo 2018

Sergio Bracco racconta la sua Roma nascosta

Pubblicato il: 16/03/2018 09:01

C’è una Roma sotto i riflettori, altisonante, una Roma che fa sfoggio di sé nella grandezza di monumenti che non possono sfuggire neppure a un occhio distratto. E poi c’è la Roma di cui si è accorto un architetto attento e pieno di amore per ciò che la “piccola bellezza” sa svelare: è Sergio Bracco, l’autore del libro edito da Gangemi Editore ‘Roma disegni di un curioso’, 95 pagine di scoperte di un viaggio, fatto di pazienza e spirito di osservazione, condotto in porto in dieci anni.

Anni nei quali questo architetto – già autore di pubblicazioni sulla storia dell’Architettura, sulla grafica e sui giochi di simulazione per la pianificazione urbana – passeggiando per la Capitale, in centro come in periferia, ha posato gli occhi su 150 particolari antichi o attuali, si è seduto su un panchetto e li ha sottratti all’oblio.

Una mappa della città eterna che incuriosisce, porta fuori dall’ovvietà, dal macroscopico e che è stata presentata nella sede della Gangemi Editore a Roma, in Via Giulia, dall’autore insieme all’attrice Simona Marchini, al professore ordinario di composizione architettonica all’Università Roma Tre Vieri Quilici e al giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti concordi tutti nel ritenere il libro di Sergio Bracco “un tesoro a disposizione del lettore”.

Un “invito straordinario – ha detto la Marchini – a passeggiare per andare a scoprire queste cose da vicino. Un libro stimolante, commovente, divertente che ci fa amare la nostra città”. Ma anche “da suggerire a chi Roma non la conosce”, ha suggerito Conti. “Viviamo in una stagione di orrori, voragini, buche – ha sottolineato il giornalista – e ancor di più per questo l’unico atto d’amore è soffermarsi, guardare il particolare”. “Osservare con attenzione – ha chiosato l’architetto Quilici – è la lezione più importante del libro”.

Camminare per Roma è un regalo – scrive l’autore nell’introduzione – Ma non deve essere una frettolosa rincorsa di obiettivi commerciali o legati al lavoro o altri compiti. Si deve percorrere un tracciato ondivago e casuale. Dal centro alle periferie, affrontando i pericolosi sanpietrini, le buche, il traffico, i turisti, va tracciato un percorso senza meta. Lo sguardo, con le dovute eccezioni di sicurezze salvavita, va rivolto in alto o nei punti più nascosti. Allora le sorprese sono tantissime”.

E, infatti, sono 10 i ‘capitoli’ di questo viaggio nella Capitale, ciascuno dei quali raggruppa qualcosa in particolare: ci sono ‘Monumenti piccoli e poco noti’ come il monumento a Totò in Piazza Cola di Rienzo; ‘Sagome e figure’, come l’immagine di angelo musicante, disegno anonimo su un muro di edificio a Via San Cosimato; ‘Iscrizioni e targhe’ come il fregio sulla ex sede dell’Istituto di credito delle Casse Italiane, ora sede dell’Hotel Alef in Via di San Basilio (dove campeggia la scritta ‘Sia legge ad ognuno il risparmio’) o la contraffazione di un segnale di divieto in Via Giulia; ‘Libri e fogli come decorazioni’ come la Fontana dei libri in Via degli Staderari; ‘Strana fauna di pietre e di colore’ come l’elefante in uno stemma sul pavimento di San Pietro in Vincoli. E i disegni continuano raccolti in successivi cinque capitoli, introdotti sempre dall’autore in modo dotto e ironico.


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