“Un oltraggio le Br in tv”  

Scritto da il 15 marzo 2018

Un oltraggio le Br in tv

(Fotogramma)

Pubblicato il: 16/03/2018 10:54

Vedere gli ex brigatisti “riproposti in asettici studi televisivi come se stessero discettando della quintessenza della verità rivelata” è “un oltraggio per chi ha dato il sangue e la vita per questo Paese”. Non usa mezzi termini il Capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli, intervenuto a Roma alla cerimonia di commemorazione della strage di Via Fani, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona di fiori accompagnato dal presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, e dalla presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini.

“In questi giorni in cui si sta rievocando, nel quarantennale, la memoria di quei giorni, di quei momenti, abbiamo subito l’oltraggio di vedere dei ‘sottopancia’ nei quali si riporta ‘dirigente della colonna romana delle brigate rosse’. Io credo che le parole debbano avere un peso e un significato e oggi – ha sottolineato con forza nel corso dell’inaugurazione dei giardini intitolati ai martiri di via Fani – noi dobbiamo ricordare chi stava da una parte e chi stava dall’altra, chi stava dalla parte giusta e ha perduto la vita nel nome di quegli ideali e di quei valori che questi delinquenti immaginavano di poter e di dover sovvertire”.

“Credo che mai come in queste vicende un linguaggio di verità e di chiarezza debba essere fatto. Questi signori, queste signore, erano delinquenti due volte perché non solo uccidevano, rapinavano, privavano agli affetti di mogli, di figli, di padri, di madri, ma cercavano, in una logica di morte, di sovvertire le istituzioni democratiche del Paese. Quelle istituzioni – ha continuato Gabrielli – che nella Resistenza e grazie alla Resistenza questo Paese aveva potuto in qualche modo avere e questi signori pensavano che in nome di quella Resistenza dovevano sovvertire. E allora noi oggi con forza dobbiamo ricordare questi colleghi”.

Il Capo della Polizia ha espresso il “rammarico personale e degli uomini e delle donne che ancora oggi, in nome di quel sacrificio, rendono un servizio al Paese vestendo una divisa: c’è una sorta di perverso ribaltamento del ‘vae victis’. Questa città ha vissuto qualche secolo prima della nascita di Cristo l’oltraggio del ‘vae victis’, oggi noi stiamo subendo una sorta di perversione: paradossalmente si confondono i ruoli e le posizioni“. Per Gabrielli la cerimonia di oggi è comunque “la dimostrazione che la memoria è ancora forte e non è scalfita dal tempo”.


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