Micha van Hoecke firma ‘Pierino e il Lupo’  

Scritto da il 16 marzo 2018

Micha van Hoecke firma 'Pierino e il Lupo'

I protagonisti di ‘Pierino e il Lupo’ di Micha van Hoecke, in scena dal 21 marzo al Teatro Lo Spazio di Roma

Pubblicato il: 17/03/2018 16:57

All’inizio fu Maurice Béjart e il Ballet du XX Siècle. Dopo qualche anno Micha van Hoecke ripropose per il suo Ensemble ‘Pierino e il lupo’, riveduto e corretto (‘Chez Pierre et le loup’). Oggi il grande regista e coreografo di origine russa rilegge la favola in musica di Prokofiev (‘Pierino e il lupo. Qualche anno dopo… Variazione sul tema’) con un nuovo cast che vedrà in scena, dal 21 al 25 marzo a Roma, al Teatro Lo Spazio, lo stesso van Hoecke, Luciana Savignano, Denis Ganio, Manuel Paruccini, Miki Matsuse, Yoko Wakabayashi, Viola Cecchini, Karen Fantasia accanto alle giovanissime Floriana Caroli e Martina Paruccini.

”Mi porto dentro Pierino da anni. E’ sempre stato dentro di me. Nel bene e nel male – ha dichiarato all’Adnkronos Micha van Hoecke – Sono anche giunto in un momento particolare del mio percorso artistico e esistenziale. Non nascondo che da tempo mi pongo alcuni interrogativi. Continuare o ricominciare? Per me, oggi – ha proseguito – il problema non è tanto continuare ma, come Pierino, avere il coraggio di ricominciare inseguendo quello che, in fondo, da sempre è il mio destino. Stare su un palcoscenico e raccontare una storia. Per sentirmi ancora vivo”.

L’opera fu scritta nel 1936 da Sergej Prokofiev, dopo il suo ritorno in Unione Sovietica. Una ‘commissione’ per avvicinare i bambini alla musica. Protagonisti, Pierino e il lupo, un uccellino, un’anatra, un gatto, il nonno e un gruppo di cacciatori. ‘Oggi Pierino sarebbe un po’ invecchiato, avrebbe circa 80 anni – ha scherzato van Hoecke – La sua è una favola a lieto fine. Pierino che ‘combatte’ il lupo rappresenta per me la libertà, l’incoscienza, il coraggio, l’amore per la natura… E’ il ‘fanciullino’ che è sempre in noi e che ritrovo nei miei giovani interpreti, ma anche in artisti più maturi come Luciana Savignano e Denis Ganio”.

Essere umani straordinari, l’eterna giovinezza… Perché gli artisti non invecchiano mai. Un artista – ha confessato – non ha età”. Una carriera internazionale accanto a Maurice Béjart, poi la nascita dell’Ensemble, le collaborazioni importanti accanto a Giorgio Strelher Riccardo Muti, Liliana Cavani, Roberto De Simone, Nicola Piovani, Luca Ronconi, Gabriella Pescucci, e recentemente la guida della compagnia del Teatro dell’Opera di Roma. Rimpiange qualcosa del passato maestro? ”Si – ha risposto – A volte rimpiango il passato. Ma non smetto di guardare al futuro”.

”Certo – ha proseguito van Hoecke – mi piacerebbe che l’arte fosse più amata, non dal pubblico, ma dai nostri politici. Ho seguito l’ultima campagna elettorale. Nessun candidato che abbia mai parlato di cultura. E’ inammissibile in un paese come l’Italia. Penso profondamente – ha proseguito il grande regista e coreografo – che quello che realmente oggi manca è una progettualità. Cambiamo pure le cose, voltiamo pagina se necessario, ma non cancelliamo il passato e soprattutto mettiamo alla guida del Paese, soprattutto in ambiti artistici, grandi personalità. Competenti, appassionate, che conoscano il loro mestiere e non semplici amministratori o burocrati”.

Micha van Hoecke è stato chiamato a Palermo ‘capitale italiana della cultura’ a rimontare i ‘Carmina Burana’ che aveva creato per la compagnia del Teatro dell’Opera di Roma con i costumi di Emanuel Ungaro. In cartellone ci sarà anche una nuova produzione su musiche dei Pink Floyd.


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