Motonautica in gara per la sostenibilità  

Scritto da il 16 marzo 2018

Motonautica in gara per la sostenibilità

Il presidente della Uim, Raffaele Chiulli

Pubblicato il: 17/03/2018 19:15

“L’obiettivo è quello di essere uno dei pilastri della sostenibilità, della mobilità sostenibile, ma anche strumento di inclusione sociale”. Raffaele Chiulli presidente della Uim, la federazione mondiale della motonautica, traccia gli obiettivi futuri da Montecarlo, in occasione del World Champions Awards Giving Gala della Uim. “Mi riferisco a barche solari, barche elettriche e stiamo studiando anche combustibili sostitutivi dei combustibili fossili tradizionali, quindi bio-combustibili, facendo in modo che si mettano in atto i concetti della economia circolare, e quindi si riutilizzino i materiali, si riciclino o vengano valorizzati i sottoprodotti o gli scarti per avere emissioni zero”, ha sottolineato Chiulli.

“Quello che sta succedendo sulle strade con le auto elettriche, con le moto elettriche e anche sulle piste del motorsport, inevitabilmente succederà anche nella nautica e a seguire anche nella aeronautica. Attraverso le competizioni sportive si sperimentano nuovi materiali, nuove tecnologie e si possono progettare le città ma anche i porti del futuro, con banchine sempre più elettrificate”.

Organizzata dall’UIM, la cerimonia piena di stelle anche non della motonautica come il campione olimpico del tiro a segno Niccolò Campriani o il campione del salto con l’asta Sergej Bubka, è l’occasione annuale per riconosce le imprese e le conquiste degli uomini e delle donne più veloci dell’acqua, nonché di scoprire le giovani stelle del futuro. In totale saranno 62 i campioni del mondo che verranno incoronati a Monaco, in occasione dell’evento sponsorizzato da BUND Holding Group e H2O Racing, con UNICEF come sponsor istituzionale.

Ma secondo il numero uno della federazione mondiale “la motonautica è migliaia di competizioni in oltre 50 paesi del mondo ogni anno e abbracciano tutta una serie di discipline e di fasce di età. Abbiamo la formula future con bambini di 8-10-12 anni su dei gommoncini, ma non è solo la parte sportiva ma anche quella educativa, legata alla cultura del rispetto, dell’ambiente, delle regole, degli avversari e soprattutto di far sì che in un mondo sempre più globale ci sia una inclusione sociale, perché lo sport ha questa straordinaria capacità di aggregare dove la politica spesso non riesce. Abbiamo degli esempi tangibili come le Coree e oggi abbiamo parlato di quello che andremo a fare in Libano dove ho incontrato il primo ministro e mi ha detto che vede lo sport e i marine sport, come un vettore di aggregazione dei diversi gruppi etnici, religiosi e politici che ci sono in quel paese perché solo attraverso i valori dello sport che si può ridurre il rischio di tensioni sociali e di disaggregazione”.

Secondo Chiulli “lo sport ha il dovere di superare tutti i muri possibili. Di natura sociale, culturale, di genere e noi lavoriamo molto sulla gender equality e anche sulle differenti abilità e come Uim abbiamo un progetto con dei militari che hanno combattuto in zone di guerra e hanno riportato delle disabilità e attraverso lo sport hanno ritrovato la gioia di competere e di vivere e sono diventati oggi istruttori straordinari per le nuove generazioni. Abbiamo organizzato manifestazioni chiamate race for peace mettendo sulla stessa barca piloti inglesi e irlandesi”.


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