I sogni e i dolori di Lauretta  

Scritto da il 18 marzo 2018

I sogni e i dolori di Lauretta

Laura Petrolito con il papà (foto da Facebook)

Pubblicato il: 19/03/2018 09:30

Gli amici la chiamavano Lauretta. Lo stesso diminutivo che lei aveva scelto per il profilo Facebook, dove, tra un post e l’altro raccontava la sua vita, fatta di amore, speranze e dolore. “Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere metti le mie scarpe… vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate… cadi la dove son caduto io e soprattutto prova a rialzati come ho fatto io” scriveva Laura Petrolito, la giovane di Canicattini Bagni accoltellata e poi gettata in un pozzo dal suo compagno.

A soli 20 anni Laura aveva già due bambini piccoli e un dolore troppo grande da portare sulle spalle. Il primo figlio, di 3 anni e mezzo, era nato da una precedente relazione e viveva con la nonna paterna. Il secondo era nato appena 8 mesi fa dalla storia con il nuovo compagno, Paolo Cugno, reo confesso dell’omicidio.

Laura era diventata mamma giovanissima, ancora minorenne, e stravedeva per i suoi bimbi, come raccontava spesso su Facebook. “Gioiellino di mamma, mi manchi tantissimo” scriveva al figlio maggiore. E poi ancora una carrellata di foto e selfie con il suo piccolino: “Piccolo mio ti amo e non smetterò mai di dirtelo, perché tu lo sai e te lo dirò sempre. Senza te niente ha senso”.

Sempre sorridente, tra foto e post dedicati ai figli, sui social Lauretta non nascondeva l’amore che provava per suo padre: “Non ti cambierei con nessun altro papà – scriveva – perché tu sei unico papino mio, ascolta il mio cuore che dice “solo con te io sono felice, non lasciarmi mai da sola”. Messaggi d’amore per quel papà che era la sua felicità, la sua roccia. “Sei la mia vita non smetterò mai di dirtelo – raccontava – perché ti amo più della mia vita papà”.

Ed è stato proprio il padre di Laura a denunciare la scomparsa della figlia nella tarda serata di sabato, quando sono iniziate le ricerche di forze dell’ordine e volontari. Ieri la macabra scoperta. Dopo averla accoltellata, l’assassino ha rovesciato il corpo di Laura in un pozzo artesiano, dove era rimasto incastrato.


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